Attenzione
Dimissioni ritirate Ora si va in consiglio
Lunardini: chiedo ad ogni consigliere di maggioranza un sì o un no sul lavoro che intendo completare nell’ultimo anno di mandato
VIAREGGIO. «Venuta meno la maggioranza politica sancita dal voto popolare della primavera 2008, il mio unico intento è verificare se esistono in consiglio le condizioni per completare alcuni obiettivi programmatici». Luca Lunardini ritira le dimissioni da sindaco date 19 giorni e lo fa in nome dell’«azione amministrativa» da portare in fondo. Costi quel che costi.anche un voto di sfiducia su questo o quel provvedimento. Tra gli «obiettivi programmatici» il primo cittadino elenca, nell’ordine: «Il rifacimento della Passeggiata, la piazza Maria Luisa, le asfaltature e la segnaletica, il nuovo progetto per il verde pubblico, il Regolamento urbanistico, il rifacimento di piazza Shelley, l'avvio dei lavori per il parcheggio dell'ex Gasometro, il proseguimento dell'asse di penetrazione in Darsena, le inaugurazioni dell'Rsa dell'ex Tabarracci e del nuovo Mercato ittico». Non c’è il bilancio, elemento centrale di qualsiasi azione amministrativa, l’unico punto sul quale Lunardini potrebbe davvero andare “sotto”. Visto che il consigliere del Pdl Alessandro Bolognesi, pur dichiarando di restare in maggioranza (vedi intervista in questa pagina) annuncia chiaro e tondo: «Se il documento resta come da anticipazioni che ho avuto, il mio voto non ce l’hanno».
A chi sottolinea che Lunardini non aveva la maggioranza 20 giorni fa, quando l’Udc di Paolo Spadaccini, si è sfilata e non ce l’ha oggi, il sindaco risponde: «La mia posizione non si è mossa di un millimetro. Ho un lavoro da completare e voglio che i gruppi consiliari, i partiti, i singoli consiglieri di maggioranza dicano alla città se questo lavoro deve proseguire oppure no. In questo senso ho incontrato, in questi giorni, i singoli consiglieri eletti nella maggioranza per dire loro che sono a disposizione e che mi facciano sapere. Ho proposte amministrative molto precise: i consiglieri di maggioranza devono esprimersi se le accolgono oppure no».
Lunardini ha intenzione di procedere così volta per volta su ogni singolo provvedimento, ponendo la fatidica domanda “voti o non voti?” «Con la precisazione - ci tiene a sottolineare - che è il sindaco che te lo propone..Non i partiti o chissà chi altro...».
Lo scopo è chiaro ed il primo cittadino lo dichiara apertamente: «È necessario far capire, di fronte alla città, qual è pubblicamente la posizione di tutti. I consiglieri eletti nella maggioranza hanno il dovere e la responsabilità di dirlo...». E se non c’è la maggioranza, «se i provvedimenti che il sindaco ritiene essenziali non hanno la maggioranza, allora si va a casa. Un minuto dopo aver incassato il voto sfavorevole».
Intanto, però, in un consiglio che si terrà presumibilmente l’11 aprile Lunardini dovrà circumnavigare lo scoglio della sfiducia. Una navigazione che potrebbe essere più facile del previsto: a oggi, sull’unica mozione presentata - quella che porta le 12 firme dei consiglieri del centrosinistra - i voti necessari a mandare a casa il sindaco ancora non ci sono.
La partita, dunque, è tutta aperta. Mentre una città agonizzante e attonita si chiede cosa abbia fatto di male per meritarsi tutto questo...
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