Il Tirreno

Versilia

Consiglio l’11 aprile: tutti gli scenari possibili

di Donatella Francesconi
Consiglio l’11 aprile: tutti gli scenari possibili

La mozione di sfiducia del centrosinistra ad oggi non ha i 16 voti necessari Incontro interlocutorio ieri tra Pd ed Udc che domani riunisce il direttivo

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VIAREGGIO. «Riunione interessante: ci siamo aggiornati...». Alle 20 di ieri sera così il capogruppo del Pd, Antonio Batistini, commentava il faccia a faccia con l’Udc all’indomani dell’ufficializzazione del ritiro delle dimissioni da parte del sindaco Lunardini. Che ora chiede al consiglio comunale tutto di decidere se debba o meno mettere fine all’avventura sulla poltrona di primo cittadino iniziata quattro anni fa. La seduta decisiva si terrà - anticipa il presidente del consiglio, Paolo Spadaccini - indicativamente l’11 aprile.

Primo scenario. La mozione di sfiducia sottoscritta da 12 firme dei consiglieri di centrosinistra riesce ad “acchiappare” i quattro voti mancanti per fare 16 e mandare a casa il sindaco Lunardini. Ai 12 già esistenti dovrebbero sommarsi i 2 dell’Udc (Spadaccini, che la voterebbe ma non mette la firma, e Di Santo), quello di Vivere Viareggio (Sergiampietri), più uno. Eugenio Vassalle, Alessandro Bolognesi e Bruno Puccinelli hanno già detto di non essere disponibili. I conti, dunque, sulla mozione del centrosinistra - unica depositata - ad oggi non tornano.

Secondo scenario. Viene presentata un’altra mozione di sfiducia. Vivere Viareggio l’ha già annunciata, mentre Vassalle dichiara al “Tirreno” (pagina a lato) di essere disponibile per un testo «bipartisan sul quale nessuno metta il “cappello”». In questo caso - spiega ancora Spadaccini -«non si può giocare neanche un secondo di più su questa storia». Quindi si andrebbe ad un altro consiglio nei dieci giorni minimi previsti (e non più trenta).

Il Pd non si tira indietro rispetto all’ipotesi di ritirare la propria mozione (che ha le firme della sinistra): l’obiettivo - va ripetendo il Pd da settimane - è comunque mandare a casa sindaco e Giunta.

Terzo scenario. La “terza via” è sempre viva: mozione/i di sfiducia messe da parte. Per votare quella richiesta di cambio della guardia tra gli assessori che, formulata a voce in apertura di crisi, è stata sonoramente respinta al mittente da Giovanni Santini, coordinatore provinciale del Pdl, attento alla conta dei voti per le future tornate elettorali. Se la richiesta raccogliesse il mal di pancia tra i consiglieri Pdl ed il sindaco tirasse comunque dritto, allora - questa la tesi - una mozione di sfiducia potrebbe vedere una partecipazione ben più ampia dell’attuale... “Guarda come dondolo”, cantava Vianello...Ma i brividi che prova la città oggi non sono certo quelli “d’amore”...

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