La manifestazione
Troppa rabbia repressa tra i giovani
«C’è un’aggressività repressa in questi ragazzi che davvero preoccupa». Parla così Andrea Pasquali, giovane maggiore dei carabinieri, che comanda la Compagnia di Viareggio dell’Arma. «Basta una...
«C’è un’aggressività repressa in questi ragazzi che davvero preoccupa». Parla così Andrea Pasquali, giovane maggiore dei carabinieri, che comanda la Compagnia di Viareggio dell’Arma. «Basta una stupidaggine, uno sguardo, una battuta perché si arrivi subito alle mani».
È anche per questo clima che si respira nei luoghi di ritrovo di ragazzi e ragazze versiliesi che Pasquali è deciso a dare nomi e cognomi agli aggressori del ventenne di Lammari, nella notte tra sabato e domenica, con tanto di ricovero in ospedale per lo studente arrivato in Versilia.
Anche perché la vicenda ha un precedente pesante e recente: tre ragazzi in ospedale, in una notte di fine dicembre, dopo uno scontro tra giovani versiliesi e coetanei massesi che si sfidarono all’interno della Bussola dandosene di santa ragione. Pugni e calci che portarono tre dei protagonisti al Pronto soccorso dell’ospedale Versilia.
Uno degli aggrediti sporse querela e due mesi dopo - quando gli agenti del commissariato di polizia di Forte dei Marmi - hanno completato l’operazione di ricostruzione di nomi e cognomi dei protagonisti della maxi rissa, in otto sono stati denunciati a piede libero proprio per il reato di rissa.
L’anno prima, sempre a dicembre, in quattro erano stati ricoverati al Versilia, con prognosi tra i sette ed i trenta giorni, per una zuffa scoppiata ancora dentro la Bussola. Anche in quel caso a seguire le indagini furono i carabinieri, arrivati dalla stazione di Marina di Pietrasanta.
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