Sicurezza
La storia dell’inchiesta, dagli arresti alla sentenza
Il blitz della Guardia di Finanza all’alba del 31 gennaio 2006: agli arresti finiscono otto persone. Davanti ai giudici decine di udienze e centinaia di testimoni
La vicenda che cambia il volto della politica versiliese esplode il 31 gennaio 2006, quando nelle prime ore della mattinata vengono arrestate otto persone: il sindaco Massimo Mallegni, l’assessore ai lavori pubblici Alfredo Benedetti, il dirigenti all’urbanistica Dante Galli, il presidente degli albergatori Franco Fantechi e gli imprenditori Giuseppe Coluccini e Marco Fantechi; ai domiciliari vanno il padre del primo cittadino, Mario Mallegni e il capo di gabinetto Adamo Bernardi.
Le accuse, pesantissime, riguardano due filoni principali. Il primo, quello che si porta dietra l’associazione a delinquere, disegna un quadro di corruzione diffusa, di un gruppo di imprenditori, capitanato da Mario Mallegni, che grazie al Comune (e all’operato del sindaco in primis) riusciva ad avere corsie preferenziali per le proprie operazioni, a danno delle casse pubbliche (LEGGI).
L’altro filone principale, che riguarda anche l’allora capo della polizia municipale Roberto Buratti, si snoda invece lungo il sentiero del “mobbing” al quale sarebbero stati sottoposti alcuni vigili urbani, nell’ottica di smantellare i controlli sull’edilizia (L'ARTICOLO). Una vicenda, quest’ultima, che si intreccia in maniera quasi inestricabile con il conflitto fra Mallegni e l’ex comandante Antonella Manzione, sfociato in un altro processo, quello della “multa strappata” che la Cassazione ha rinviato a Genova.
I primi giorni dopo gli arresti sono contrassegnati dagli interrogatori e dalle dimissioni del sindaco, date il 4 febbraio e revocate il 20. Il 7 marzo, poi, il consiglio Comunale respingerà una mozione di sfiducia. Le indagini preliminari si chiudono il 21 giugno e il 5 luglio Mallegni, che dall’11 marzo era ai domiciliari, torna ad essere un uomo libero. A gennaio del 2007 il passo decisivo della richiesta di rinvio a giudizio e, il 27 marzo l’avvio dell’udienza preliminare che si chiude a novembre di quell’anno, con il processo per 27 persone e quattro società (in cinque vengono prosciolte). Intanto, sette dei vigili "mobbizzati" si sono costituiti parte civile.
LEGGI I rinvii a giudizio
La prima udienza di un dibattimento difficile che - a fin dei conti - si è prolungato per oltre quattro anni è il 23 gennaio del 2008, ma prima di entrare nel vivo, fra rinvii, cambi di collegio ed eccezioni preliminari, bisogna aspettare mesi. Davanti al collegio, presieduto dal dottor Valentino Pezzuti, sono sfilati centinaia di testimoni, con tanti momenti di tensione e colpi di scena, come quando vengono tirate in ballo le “valigette di soldi” per regolare gli affari a Pietrasanta e Marina. Per arrivare poi alle pesanti richieste del pm.
LEGGI Le pene chieste dall'accusa
Nel frattempo, tante cose sono cambiate, a partire dal fatto che Mallegni non è più sindaco e il centrodestra ha perso il Comune. Ma l’attenzione sul processo non è mai scemata e, siamo convinti, non scemerà nemmeno nei successivi gradi di giudizio che, con tutta probabilità, porteranno le parti in appello e poi in Cassazione.
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