Il Tirreno

Versilia

Anche il Seravezza punta su Forte

di Gabriele Buffoni

Il dg Colasanti: stupiti dell’interessamento da parte del Querceta

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FORTE DEI MARMI. Era già da qualche settimana che tra i tifosi circolavano voci sul futuro della socitetà calcistica Forte dei Marmi: già si parlava di un possibile rilevamento da parte di altre squadre. Ma che gli interessati fossero proprio Querceta e Seravezza nessuno se lo sarebbe mai aspettato. Se infatti il presidente bianconero Alessandro Mussi ha protocollato qualche giorno fa il suo ufficiale interessamento a rilevare la società nerazzurra, la novità delle ultime ore è che anche il Seravezza muoveva i propri passi nella medesima direzione: già da tempo i suoi dirigenti sono all’opera per attuare un progetto che unirebbe le due società calcistiche in un unico grande complesso che rivestirebbe tutte le categorie, dalle squadre giovanili alla prima squadra. «Ci interessa fare del calcio un’attività a 360 gradi- ha dichiarato il direttore generale del Seravezza, Filippo Colasanti- a noi infatti mancano sia un settore giovanile forte e ampio che garantisca la continuità e la qualità in futuro alla squadra, sia le strutture adeguate ad un complesso calcistico come quello che abbiamo intenzione di attuare tramite la fusione delle due società. Un po’ mi stupisce l'iniziativa del Querceta, ma non ritengo che noi abbiamo meno possibilità di loro di portare a compimento il nostro progetto anche perché, pur non protocollando il nostro interessamento come hanno fatto loro, in modo forse anche un po’ troppo propagandistico, già da diverso tempo stiamo trattando con Giorgetti, il responsabile del settore dele squadre giovanili del Forte. Quello che il comune comunque deve decidere - ha continuato Colasanti- è cosa vuole fare dello sport a Forte. Abbiamo dato la nostra disponibilità e chi di dovere è a conoscenza del nostro progetto e del fatto che possiamo realizzarlo: se quindi si vuol far crescere la cultura calcistica nella nostra zona con la creazione di un vero centro che includa anche i ragazzi più giovani, noi siamo qua. Se però le intenzioni degli interessati sono altre, allora per noi sarà facile mettere da parte il nostro progetto, seppur buono, e continuare per la nostra strada».

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