Sicurezza
A far festa sul palco anche Giò Di Tonno
QUERCETA. Impazziti di felicità. Questo è ciò che si coglie nei volti e nelle reazioni dei contradaioli della Quercia non appena proclamata la canzone vincitrice. Dopo i successi del 2009 con Paolo...
QUERCETA. Impazziti di felicità. Questo è ciò che si coglie nei volti e nelle reazioni dei contradaioli della Quercia non appena proclamata la canzone vincitrice. Dopo i successi del 2009 con Paolo Vallesi e Serena Abrami, e del 2010 con Giò Di Tonno, la Contrada torna sul primo gradino del podio. E nel tripudio del retropalco, appare assolutamente a sorpresa proprio Giò Di Tonno. «Ho collaborato come autore alla canzone di Nathalie e poi fa sempre piacere tornare tra amici veri» dichiara lo strepitoso cantante, in tournèe con “I Promessi Sposi”. I suoi prossimi impegni artistici? «Continua la tournèe con lo spettacolo di Guardì, giunto ad oltre 90 repliche, siamo stanchi ma pensando alle oltre 550 di “Notre Dame de Paris” non sono ancora niente». Ma lo spazio giusto va a Nathalie, la vincitrice. «Non ci credo ancora, sono emozionatissima». Proprio lei che viene da palcoscenici ben più importanti? «Certamente, al debutto di giovedì sera mi tremavano le gambe. Ci tenevo a piazzarmi tra i primi, ma mai avrei pensato alla vittoria». Una dedica particolare? «Alla Contrada della Quercia, e in particolare a Ramona e a Marco, le vere anime». Grande assente della serata il Presidente della Quercia, Antonio Viti, fermato a casa per problemi personali. Ma due parole al telefono ce le dice, con grande emozione. «Che dire, immensa gioia. Voglio ringraziare Nathalie e tutta la Contrada, ma anche le altre, perché questa è una manifestazione che inevitabilmente deve avere un vincitore, ma che esiste grazie al lavoro di tutti». Nella bolgia che cattura i vincitori, spunta Annalisa Baldi, che ha portato il Ranocchio alla piazza d’onore. “Un po’ di speranza la nutrivo, ma che grande soddisfazione il secondo posto» dichiara quasi incredula. Per lei si trattava di un debutto. «Una bellissima manifestazione. Sento molto l’affetto della Contrada, mi è veramente piaciuta». Povia, bersaglio designato di Paolo Ruffini nella serata finale, non nasconde che puntava alla vittoria finale. «Tutti siamo in gara per vincere. Ma per me che sono al primo anno, è stata una grande esperienza. Senza esagerare, definirei il Miccio Canterino un Sanremo genuino. Sono stato veramente bene e sono contento del podio». E anche Matteo Becucci, quarto, sembra gradire il piazzamento. «Mi dispiace soltanto aver peggiorato il risultato dello scorso anno soprattutto per la Contrada che è come una famiglia, ci vogliamo tutti tanto bene». Due parole siamo riusciti a strapparle anche ai grandi sconfitti, Tosca e Massimo Venturiello. «Va bene, è un gioco… - dichiarano - evidentemente i giurati non erano collegati con la canzone. Forse il brano era troppo diverso e particolare, ma siamo sereni». La chiusura va di diritto a Paolo Ruffini. «Il Miccio mi fa sentire vero, me stesso – dichiara a caldo - questa manifestazione fa invidia alla Tv, ci sono le famiglie, veramente tutto bello».
Francesco Borraccini
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