Il Tirreno

Versilia

Sfiducia al sindaco: domani l’incontro tra vertici Pd e Udc

di Donatella Francesconi
Sfiducia al sindaco: domani l’incontro tra vertici Pd e Udc

Lunardini sceglie di tornare in consiglio. Inizia la conta dei voti necessari per farlo restare o mandarlo a casa

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Domani è attesa la scelta del sindaco Lunardini che formalizzerà, ormai è quasi certo, il ritiro delle dimissioni così come anticipato nei giorni scorsi dal “Tirreno”. Pur avendo presentato le proprie dimissioni per il venire meno della maggioranza, che ha perso il consigliere Giovanni Pieraccini e l’appoggio dell’Udc, Lunardini ha deciso di ritentare la strada di una rinnovata maggioranza. Esponendosi al voto del consiglio comunale sulla mozione di sfiducia presentata dal centrosinistra che ha raccolto le 12 firme necessarie per il deposito, ma non le 16 per farla approvare. Altre mozioni, al momento, non ce ne sono. Quella di Vivere Viareggio è un’intenzione, visto che non ha ancora le dodici firme obbligatorie per la presentazione.

Diventa così una questione di matematica, con i possibili “disertori” tirati per ogni angolo. Domani si incontreranno Udc e Partito democratico. A volere l’appuntamento, così si dice, è stato Paolo Spadaccini, presidente del consiglio comunale. Il quale, però, non ci sarà. Come a dare il segnale che sarà il suo partito a decidere e lui a questa decisione si rimetterà. Ci saranno, invece, per il Pd il segretario comunale Glauco Dal Pino, il capogruppo Antonio Batistini (sempre più convinto che «l’obiettivo sia mandare a casa Lunardini, comunque, prima che facciano il senso unico sul viale a Mare») ed il consigliere comunale Lorenzo Bertoli.

«Contiamo di avere più di 16 voti per la mozione di sfiducia», dice convinto Glauco Dal Pino: «Penso si possa arrivare a 18». Difficile crederci, se è vero che Bruno Puccinelli e Alessandro Bolognesi hanno da tempo dichiarato di non essere disponibili. Ai 12 consiglieri del centrosinistra si possono sommare i 2 dell’Udc, il voto di Nino Sergiampietri (Vivere Viareggio). E siamo a 15. La mannaia è nelle mani di uno solo: Eugenio Vassalle, ex consigliere coadiutore alla Protezione civile, passato dal Pdl a Futuro e libertà Il cui leader nazionale, Gianfranco Fini, proprio da Pietrasanta nei giorni scorsi ha lanciato un messaggio chiaro: mai più con questo Pdl.

Come mai, poi, l’incontro sia solo tra Pd e Udc non è dato capirlo. Ed a sinistra questo passaggio non è piaciuto, anche perché più di uno ci ha visto un esperimento di alleanza per le elezioni 2013 che potrebbe far pendere il Pd verso il “grande centro” che piacerebbe molto ai “margheriti” che minacciano di portare voti alle liste civiche nel caso non fossero accontentati.

«Ho incontrato tutti», spiega Glauco Dal Pino, «e le alleanze, in questo passaggio, davvero non sono neppure sullo sfondo».

La sensazione a sinistra, però, è che Pd e Udc vogliano in qualche modo fregiarsi del merito di aver mandato a casa il sindaco Lunardini e la sua Giunta. In una città paralizzata, dove la politica sembra sempre più parlarsi addosso, tra riunioni nostalgiche e stanche, chiamate a feste di nascita (delle liste civiche) che non riescono come dovrebbero perché una cosa è fare “clic” su “mi piace” ed un’altra presentarsi in carne, ossa e... faccia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa