La manifestazione
«Politica e città non sono sintonizzate»
Caprili (Sinistra Arcobaleno): serve un cambiamento radicale per tornare a farsi capire
VIAREGGIO. «Alcuni - e dei più diversi orientamenti politici- conoscono le difficoltà che si incontravano e che tanto più s' incontrano oggi nell' amministrare una città, anche una media città come la nostra. Per questo sarei anche disponibile ad applicare le attenuanti generiche a Luca Lunardini che, tuttavia, f arebbe ben a prendere atto della situazione e dichiarare partita chiusa». Scrive così Milziade Caprili, capogruppo della Sinistra Arcobaleno: «Vorrei anche aggiungere che nelle medesime situazioni di bilancio e con le stesse difficoltà nelle procedure, ci sono Comuni che fanno delle cose, s'inventano delle occasioni,programmano opere collegate allo sviluppo. Da noi, ecco il punto, è finito un ciclo, una fase dovrebbe essere messa in soffitta. Perché la crisi, prima di tutto? Ci sono molte spiegazioni pur vere ma parziali. La principale: è venuto meno il sostegno dei numeri. Ma se vogliamo essere sinceri dobbiamo dire e con una certa sicurezza, che ancor prima è venuto meno il sostegno dei cittadini e delle cittadine, anche di quelli che avevano consentito con il loro voto una vittoria schiacciante al centrodestra. Perché? Per scarsa attitudine, per fragilità e indeterminatezza del "gruppo al comando", per scelte sbagliate o solo annunciate. Ma soprattutto, io penso, perché non c' è stata alcuna capacità di accompagnare la crisi sociale ed economica che nel frattempo mordeva la condizione di vita dei viareggini e delle viareggine».
Qualcuno - è la domanda che Caprili pone - «si è occupato delle ricadute, disastrose,delle manovre dell' ultimo Berlusconi e di Monti sulle famiglie e sui loro redditi? Si è capito quali iniziative, magari limitate, il Comune poteva mettere in atto in riferimento alle proprie tasse e tariffe, per rendere meno nera la vita di tanti? E le ripercussioni sui servizi?Il mercato di Piazza Cavour è al collasso, mi si dica qualcosa di concreto messo in campo per arginarlo, questo collasso. E il porto, dopo mesi e mesi a cincischiare non so di quale inadeguatezze del Piano Portuale e in mezzo a snervanti discussioni sull'Autorità, si è fatto qualcosa per aiutare il lavoro e le imprese? Potrei continuare. Per questo il compito che ci sta davanti è tremendamente difficile perché comporta un cambiamento radicale della politica locale per rimetterla in sintonia con i problemi e il comune pensare della gente. In fin dei conti non risulta drammaticamente vero che l'amara metafora della nostra città potrebbe essere rappresentata da vicolo (ex Corso) Garibaldi: molte attività chiuse e le uniche file si riscontrano davanti all' Eni per le bollette del gas e davanti all'Inps per il lavoro che non c'è e le pensioni spostate sempre più in avanti e sempre più misere?
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