Attenzione
Il Querceta pronto a rilevare l’Us Forte
Già protocollata la richiesta in Comune. Mussi: il nostro gruppo è solido, sarà la prima società di calcio della Versilia storica
FORTE DEI MARMI. Se mescoliamo il bianconero con il neroazzurro cosa ne esce? Formalmente è solo una manifestazione di interesse appena protocollata al municipio di Forte, ma potrebbe essere una vera rivoluzione nella gestione del calcio della Versilia Storica. Il gruppo di imprenditori a cui fa capo la Querceta srl, società che gestisce il titolo sportivo dell'Usd Querceta, ha infatti dichiarato la propria disponibilità a fondersi con l'Us Forte dei Marmi. E per dare peso all’iniziativa che fa seguito all'appello della municipalità, è stata anche allegata la lista degli industriali che fanno parte della storica società bianconera. Come si sa i nerazzurri stanno vivendo un periodo di gravi difficoltà, non solo sportive ma anche gestionali, e della questione se n'è occupato di recente il sindaco Buratti, ed è evidente che si debba trovare presto una soluzione in vista del prossimo campionato.
«Abbiamo riflettuto molto prima di fare questa offerta di fusione con il Forte dei Marmi - spiega il presidente del Querceta, Alessandro Mussi, - e abbiamo anche rilevato che è praticamente dai tempi di Balloni e di Filippo Raffaelli che il Forte ha avuto soltanto delle gestioni di personaggi venuti da fuori e che alla fine non hanno avuto fortuna. Non sta a noi giudicare. Però dagli sportivi e dalla municipalità, anche nel recente incontro a Villa Bertelli, è salito un appello a chi voglia farsi avanti, e noi oggi siamo qui, proponendo una gestione fatta da imprenditori locali notissimi, all'insegna della massima serietà ed oculatezza, di cui è testimone e garanzia la gestione di questi anni dei bianconeri quercetani".
Chi siete?
«Come dicevo siamo il gruppo di industriali che sono da anni presenti nella società che gestisce appunto il Querceta e tra questi ci sono nomi importanti da Paolo e Alberto Tognetti ad Angelini, da Aliboni a Fini, da Martinelli a Landi, che hanno certamente disponibilità economiche, ma soprattutto serietà, amore per il calcio e lo sport e che non verrebbero al Forte per prendere, ma a dare».
Nella vostra compagine ci sono già imprenditori fortemarmini?
«Sì, come dicevo, nel nostro gruppo ci sono già anche industriali fortemarmini, ma la buona notizia è che questa idea ha già stimolato e fatto giungere adesioni anche di altri imprenditori del Forte disposti a entrare in questa operazione. Insomma siamo tranquilli sul fronte economico».
Come si chiamerà la nuova squadra se l'operazione andrà in porto?
«Semplicemente Forte dei Marmi-Querceta, e sicuramente aldilà dei risultati attuali dell'US Forte dei Marmi sarà al via del campionato di promozione. Da questo binomio nascerà un’unità di intenti e di gestione che avrà sede allo stadio di Forte dei Marmi e ci auguriamo possa far nascere anche una tifoseria più ampia delle attuali».
Che tempi vi siete dati?
«I tempi sono stretti, e sta al Comune decidere alla svelta. Certo comprendiamo che qui al Forte ci sono le elezioni amministrative, ma riteniamo che l’Amministrazione comunale per il bene dello sport cittadino debba comunque prendere una decisione rapida. Se toccherà a noi, come ci auguriamo fare questa fusione, a luglio bisognerà iscrivere la squadra e ci sono molte cose a cui adempiere. Siamo una società professionale, non professionistica e crediamo di avere credibilità e credito per fare una squadra di calcio che rappresenti bene la nostra Versilia storica. Se la memoria non mi tradisce non è mai esistita qui da noi una simile cordata di imprenditori pronti ad assumere le responsabilità di una squadra di calcio locale. Ecco perché crediamo che la nostra sia una vera opportunità per rilanciare la passione per il football e gestire bene un’iniziativa, senza farsi sedurre da chi venendo da fuori, alla lunga, ha ben pochi interessi a rimanere».
La gestione del Forte riguarderà solo la prima squadra?
«Si, noi proponiamo di gestire la prima squadra e quella degli juniores regionali. Non vogliamo assolutamente invadere il settore giovanile nerazzurro che già viene seguito con cura. Se il Comune vorrà chiudere con i problemi dell’Us Forte dei Marmi noi mettiamo sul tavolo l’esperienza di un gruppo di imprenditori noti e radicati che non vive di calcio, ma ha tanto amore per questo sport, avendolo dimostrato concretamente in questi anni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
