Sicurezza
Consumi culturali in picchiata: soffrono librerie e musei
Meno 15% nella vendita dei volumi, ma anche peggio per le gallerie. Dimezzati i visitatori alla Gamc
VIAREGGIO. «Di cultura non si vive» disse l'ex Ministro dell'Economia Giulio Tremonti per giustificare la robusta serie di tagli al settore. Eppure gli italiani ci credono ancora e nonostante il periodo non sia dei migliori, le iniziative pubbliche e private in favore della cultura sono diverse, anche a Viareggio: c'è infatti chi regge e prova a porsi come punto d'attrazione per quella fascia di cittadini a cui piace trascorrere una serata infrasettimanale al teatro o al cinema, che non rinuncia ad una visita al museo e che si perde ancora tra l'affascinante polvere degli scaffali delle librerie. Certo la crisi c’è e lo dimostrano i numeri di vendite di libri, biglietti del teatro, del cinema e dei musei.
Per quanto riguarda il settore dell’editoria, la morsa della crisi viene sentita anche da imprenditori storici come Nino Pellegrinetti, titolare della libreria La Vela di via Garibaldi: «Negli ultimi due mesi ho riscontrato un calo di circa il 15%. Batto lo stesso numero di scontrini, perché chi legge per passione non smette, ma ci pensa due volte prima di acquistare più libri. Come prezzi ci aggiriamo dai 12 ai 18 euro a scontrino. La saggistica, genere che mi differenzia come offerta dalle altre librerie, è in netto calo, mentre best sellers come il libro di Don Gallo vanno tantissimo, ma funziona anche la narrativa d’evasione. Una volta i giovani sia di destra che di sinistra leggevano libri inerenti le proprie passioni, mentre oggi si interessano di poche cose: oltre alla crisi economica incide un abbassamento culturale non indifferente. I viareggini sono senz’altro persone molto pratiche ed affezionate alla tradizione: classici come “L’Artiglio ha confessato” di Silvio Micheli oppure il dizionario italiano-viareggino non tramonteranno mai, nemmeno con la crisi».
D’altro canto esiste anche la possibilità per chi alle 23 venisse colto da improvviso raptus letterario, di recarsi in passeggiata ed acquisire presso la libreria Mondadori l’agognata preda, mentre proprio lì accanto in conseguenza di tale lungimirante scelta commerciale, ha chiuso i battenti la storica “Galleria del Libro”, evidentemente fuori dai circuiti che l’epoca della globalizzazione ci impone. “Dal punto di vista delle vendite, negli ultimi mesi abbiamo avuto una leggera flessione dovuta sia al cattivo tempo che all’abbassamento dei prezzi di alcune case editrici, come la Newton Compton - afferma il responsabile della Libreria Mondadori, Saverio Terracciano - in media il cliente spende sui 18-20 euro, con un calo di circa 50 centesimi a scontrino».
Va anche peggio per il mondo dell’arte. Viareggio non è certamente nota per le sue gallerie quanto la vicina Pietrasanta, ma c'è chi prova ad emergere. La Galleria D'Arte Moderna e Contemporanea Lorenzo Viani, nata nel 2008, ne è un autorevole esempio. I prezzi d'ingresso sono piuttosto economici: 3 euro l'intero e 1,50 il ridotto. «Nel 2010 abbiamo contato circa 10mila presenze con al mostra di Galileo Chini - spiega soddisfatta la direttrice Alessandra Belluomini Pucci - mentre lo scorso anno 6.500: dato confortante se pensiamo che non abbiamo allestito mostre e i visitatori sono venuti appositamente per ammirare la nostra collezione permanente. Stiamo lavorando per incentivare il cittadino ad appropriarsi del proprio patrimonio culturale: iniziative come la “Settimana della Cultura”, “La notte dei Musei” e “La Giornata del Contemporaneo” servono proprio a questo e la risposta c'è, nonostante i canali per promuoverci non siano molti».
Tra i privati spicca invece la Galleria “Mercurio Arte Contemporanea”, nel cuore di via Garibaldi e gestita da Gianni Costa: «L'ingresso è libero, ma nonostante questo alcune settimane non arriviamo nemmeno a dieci visite. Ho aperto nel 1996 e devo ammettere che i primi anni la galleria era frequentatissima. Col tempo la zona ha perso appeal e la morsa della crisi ha reso via Garibaldi una sfilata di saracinesche abbassate: la domenica vorrei stare aperto, ma come faccio in un clima del genere? Il problema di Viareggio è culturale e soprattutto organizzativo».
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