Il Tirreno

Versilia

Chiude Sci, un mito della Versilia

di Luca Basile
Chiude Sci, un mito della Versilia

Era il ritrovo degli scultori di Pietrasanta, ma anche di divi dello star system come Jeff Koons e Cicciolina

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PIETRASANTA. Un viaggio culinario lungo oltre 40 anni, iniziato quando Cenatown ancora non esisteva e il centro storico di Pietrasanta stentava a farsi largo nell'offerta turistica versiliese. Viaggio, quello del ristorante Da Sci di Porta a Lucca su cui ieri sera e' calato definitivamente il sipario: sul contratto di locazione, fra proprietari dell’immobile e titolari dell’attività, non si è infatti arrivati all’accordo

. Da qui i titoli di coda su un locale nato 4 decadi fa dall’idea di un ex calciatore versiliese, Piccolomini, e conosciuto, appunto, con il soprannome di Sci.

Una sorta di bar-trattoria apprezzata dagli operai nell’immediato dopo-lavoro per il vino in proposta e i panini con i salumi nostrani.

Ma il boom di Sci, come ristorante, deflagra sullo sfiorire degli anni ‘80 quando diventò crocevia privilegiato di artisti e personaggi del mondo dello spettacolo – da Paolo Villaggio a Ilona Staller fino a Jeff Koons -, ma anche di coloro che, abbandonando il litorale nobile di Forte dei Marmi e Viareggio, cominciarono a scoprire i tesori gastronomici della Piccola Atene.

Soprattutto gli scultori fecero crescere la fama di Sci, a partire da uno che non era proprio un artista, o forse era il più artista di tutti: il grande e indimenticabile Sem.

Pietrasanta aveva un altro modo di proporsi. Il numero dei ristoranti non era nemmeno paragonabile a quello di oggi: quando partimmo con i Menu' di San Biagio, era già un'impresa arrivare ad una decina di locali partecipanti».

Anche per i non frequentatori di Pietrasanta era celebre per una sua caratteristica: c’era tre o 4 tavoli anche in cucina. Si guardava le cuoche al lavoro e si mangiava. Una caratteristica che poi è sparita, forse per motivi pratici, o forse perchè l’Asl non la riteneva più compatibile con le moderne norme igieniche.

Giovanni Pacini di Sci e' da 23 anni anima e riferimento

«Il contratto di affitto del locale non e' stato rinnovato: per questo motivo chiudiamo. Cosa ne sarà di Sci? Non lo sappiamo, difficile dirlo adesso. Potremmo ripartire in altra sede così come fermarci qui. Non escludo niente, e' doveroso riflettere prima di prendere una decisione. Del resto oggi, nel centro cittadino , di ristoranti ce ne sono molti ed e' quindi normale che il lavoro, stante l'offerta, sia calato rispetto, ad esempio, a qualche anno fa ».

Che Sci sia una sorta di icona gastronomica per Pietrasanta non lo scopriamo di certo noi, anzi la sua chiusura ' certifica' la fine di un'era, quella più affine alla tradizione paesana, al servizio non ostentato, ma chiamato a celebrare la qualità di pietanze tipiche come le polpettine di carne, la pappa al pomodoro, il coniglio in umido, magari mangiandolo in un angolo della cucina a prezzi comunque concorrenziali. «Sono una persona di poche parole - spiega Pacini - non saprei cosa dire. A parlare, credo, siano i fatti. Diciamo che quando alcuni dei nostri clienti hanno saputo della chiusura, ho notato un velo di commozione nel loro sguardo. Vorrei ringraziarli, per tutti questi anni trascorsi, in un modo o nell'altro, insieme: se Sci e' diventato uno dei ristoranti più significativi di Pietrasanta il merito va anche a chi, in tutto questo tempo, ci ha dimostrato stima e amicizia».

Cosa ne sarà dei locali che fino a ieri sera hanno ospitato Sci non e' dato sapere, ma diventa difficile ipotizzare, vista la situazione attuale, l'apertura di un nuovo ristorante sullo sfondo di una delle nicchie più caratteristiche del centro storico.

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