Attenzione
Stop alle tombe troppo originali i cittadini protestano: «Ingiusto»
Ogni intervento o omaggio particolare al caro estinto viene “censurato” dalla Sovrintendenza Il Comune imbarazzato: «Capiamo le esigenze di chi ha perso un familiare, ma le regole ci sono»
PIETRASANTA. C’è chi, per testimoniare un ultimo abbraccio, intende regalare al proprio caro, l’immagine su lapide di un qualcosa che amava particolarmente in vita: la cima di una montagna, un violino, una motocicletta, le onde del mare. E chi ancora privilegia una frase, una dedica, una citazione in corsivo. Un gesto che, talvolta, serve per attenuare il dolore di una perdita o ancora per ricordare quella stessa persona nel modo in cui avrebbe preferito.
Il problema è che da qualche tempo a questa parte, come ci hanno segnalato alcuni lettori, nei cimiteri di Pietrasanta l’arte funeraria è sottoposta a tutta una serie di prescrizioni e limiti «che rendono impossibile in taluni casi, fare quello che noi vorremmo o ancora ciò il nostro familiare avrebbe desiderato. E tutto questo ci sembra immotivato ed esagerato: vanno bene le regole, vanno bene alcuni paletti, ma cosa c’è di male a voler raffigurare su lapide, ad esempio, la piccola immagine stilizzata di una bicicletta? E invece ci sentiamo dire no: un rifiuto che fa male e che non riusciamo a comprendere», ci viene fatto notare.
A porre paletti è, come noto la Soprintendenza alle belle arti, a cui referenti dell’amministrazione comunale si sono rivolti alcuni giorni fa. «Sebbene possa risultare strano - afferma l’assessore Daniela Ferrieri - tutti i cimiteri sono sottoposti a vincolo monumentale. Quindi qualsiasi intervento, di qualsiasi tipo, prevede il coinvolgimento della Soprintendenza. In uno spirito di collaborazione, sia nell’interesse del cittadino sia per evitare un numero eccessivo di istanze al Ministero dei beni culturali, il Comune, di concerto con la Soprintendenza stessa, autorizza da sempre interventi modesti, conformemente al regolamento comunale. Per interventi che vanno oltre l’ordinario, o per i quali comunque il Comune ha ricevuto direttive da Lucca di operare in tal senso, i concessionari dovranno, per ottenere l'autorizzazione del Comune, chiedere preventivamente quella del Ministero. Detto questo, come amministrazione comunale, venendo così incontro alle richieste di cittadini e aziende, cercheremo di avere un quadro più chiaro della situazione per dare risposta in tempi brevi. L’amarezza di alcune persone che vorrebbero ricordare i loro cari in un certo modo, è comprensibile, ma esistono delle regole e a quelle dobbiamo attenerci».
Già perché, non dimentichiamolo, sull’arte funeraria fanno conto anche un discreto numero di ditte pietrasantine e non. Che, a quanto pare, sempre da qualche settimana a questa parte sono ferme. Al momento, infatti, quanto è consentito, per intendersi ricorso per i loculi al marmo bianco, scritture in stampatello, immagini solamente sacre, «condizionano, e molto, le possibilità di scelta delle persone. Che preferiscono attendere prima di fare eseguire le opere sulle lapidi. In realtà, molte volte, le richieste si limitano a scritte in corsivo ed in rilievo sul loculo e al ricorso a simboli non necessariamente sacri. Nei cimiteri di Pietrasanta - riferisce un addetto del settore - non vi è traccia di lavori in contrasto palese con quanto prescritto, anzi è vero il contrario. Ma non bisogna eccedere nemmeno nell’ omologare ogni dettaglio su lapide, non ci sembra giusto».
Detto questo, all'indirizzo www.sbappsae-lu.beniculturali.it, il cittadino potrà trovare tutta la modulistica per richiedere l’autorizzazione alla Soprintendenza di Lucca. Così come l’Ufficio cimiteri del Comune è a disposizione per quanto di competenza. Non resta, adesso, che attendere gli sviluppi e capire se alcuni dei vincoli attuali verranno, quanto meno, attenuati.
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