Il Tirreno

Versilia

L’avvocato della famiglia: esposto per ottenere l’autopsia chiesta invano

di Donatella Francesconi
L’avvocato della famiglia: esposto per ottenere l’autopsia chiesta invano

Antonio Iascone: l’Asl avrebbe concesso solo una ricognizione esterna del corpo La moglie di Marcello Manfredi ringrazia la Procura per la sensibilità mostrata

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VIAREGGIO. Ha bussato alla porta del magistrato di turno, lunedì mattina, per raccontare tutta la disperazione di una donna che aveva appena perso il marito ricoverato in ospedale. Ma anche per capire che fare di quel corpo sul quale l’Azienda sanitaria diretta da Giancarlo Sassoli riteneva di non effettuare l’autopsia - spiega l’avvocato Antonio Iascone - «senza l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria». Il procuratore Antonio Mariotti ha ascoltato, acquisito l’esposto depositato nelle prime ore del mattino ed agito. Così ieri sono arrivati i 37 avvisi di garanzia per la morte di Marcello Manfredi, 77 anni, pittore viareggino. «Appena la nostra cliente ci ha informato che il marito era morto - continua Iascone, che con i giornalisti ha parlato ma senza fornire alcun nome degli indagati - abbiamo contattato la direzione sanitaria della Asl. Che ha spiegato come fosse già stata disposta la ricognizione esterna del corpo. Procedura alla quale avremmo potuto far partecipare il medico di famiglia del paziente deceduto». Quando Iascone contatta il professionista la risposta lo lascia di sasso: «Il medico ha confermato i dubbie della famiglia e consigliato di chiamare un medico legale». L’avvocato è tornato alla carica nel chiedere l’autopsia: «A quel punto - prosegue il racconto - la risposta è stata: “Se non ce lo dice l’autorità giudiziaria non facciamo niente”. Da qui è nato l’esposto che, sono convinto, avrebbe potuto essere evitato». Anche se - a Iascone preme precisarlo - «per quanto riguarda la posizione dei sanitari indagati e della Asl, pur esprimendo in generale un apprezzamento per la delicatezza e l’importanza dell'attività svolta, riteniamo che sia doveroso per loro collaborare nella ricerca della verità senza incertezze od omissioni». Considerando come «sia meglio ricevere un avviso di garanzia per una questione a cui si potrebbe essere estranei, piuttosto che rimanere all'oscuro e non poter esercitare già nelle primissime fasi di indagine un legittimo diritto di difesa».Parole pronunciate pensando anche alla necessità che fatti del genere non si ripetano più. «La moglie del signor Manfredi - conclude Iascone - «ringrazia la Procura per la sensibilità e l’attenzione dimostrate nell'immediata ricezione ed approfondimento dei fatti esposti».

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