Attenzione
Chiuso il distributore Ip sul lungomare
Sigilli allo storico impianto dopo un’ordinanza del sindaco. Il gestore accusa: «Paghiamo le inadempienze del Comune»
VIAREGGIO. Nel giro di una mezzora si è acceso almeno 6 sigarette, in nervosa attesa che la macchina dei vigili urbani arrivasse. Andrea Liuzzi, 26 anni, aveva preso in gestione la pompa Ip di piazza D'Azeglio lo scorso dicembre. E ieri mattina, puntuali alle 9.30, ha visto arrivare due agenti della polizia municipale che, dando corso ad una ordinanza del Suap, hanno messo i sigilli al suo distributore di benzina. «E io da oggi di che campo? Finora ho messo da parte solo debiti». Sul caso alzano la voce i sindacati: «Questo lavoratore sta pagando le inadempienze del Comune».
Liuzzi non era da solo. Con lui, a cercare di sistemare le cose almeno per qualche giorno, c'erano circa una decina di rappresentanti del sindacato Fegica Cisl, tra cui Fabrizio Di Vincenzo e Massimiliano Lunardini. «Questo distributore - ci hanno spiegato - è stato individuato dalla Regione come sito di incompatibilità relativa. Ossia non affermava che andava chiuso, ma semplicemente che andava migliorato dal punto di vista dell'impatto ambientale».
Ma il Suap di Viareggio ha interpretato l'indicazione della Regione in altro modo. E ha emesso una ordinanza di chiusura dell'impianto, notificata giovedì mattina e entrata in vigore (con i sigilli posti dalla municipale) ieri mattina.
I sindacati però ci mostrano un altro documento, una delibera di giunta datata giugno 2010. In quest'atto dell'amministrazione Lunardini si afferma chiaramente che per la chiusura dell'impianto di piazza d'Azeglio (che è di proprietà dell'Aci) sarà concesso un anno di tempo a partire dalla pubblicazione del bando per individuare un nuovo sito dove trasferire la pompa di benzina. «Ma il bando non è mai stato pubblicato - dicono i sindacalisti Cisl - e per questa inadempienza del Comune oggi paga questo ragazzo, che con sacrifici aveva preso in gestione la pompa di benzina».
I sindacati hanno provato in tutti i modi a convincere gli agenti dal desistere nel loro compito. Contattato però per telefono il dirigente del settore Suap - che ha confermato l'ordinanza - hanno provveduto a mettere i sigilli. «Dateci almeno due giorni per svuotare i serbatoi - ha chiesto, invano, il giovane gestore - altrimenti, oltre che senza lavoro, torno a casa con altri 6 mila euro di debiti».
L'ultimo estremo tentativo dei sindacati ha riguardato l'oggetto stesso dell'ordinanza di chiusura, che riportava l'indicazione - errata - del distributore Agip anziché Ip. Ma anche questo appiglio non è servito. «Non ci fermeremo qua. Faremo pressioni in Comune, visto che è il sindaco il responsabile di tutto questo, e al contempo avvieremo un ricorso al Tar. Ma intanto questo ragazzo rischia di stare un mese senza lavoro».
Attorno ai due agenti della municipale e ai sindacalisti si è radunata anche un po' di gente, incuriosita dai movimenti e dalla bandiere. E, una volta capito cosa stava succedendo, è volata qualche parola pesante nei confronti dei vigili. «Lo chiudete per motivi paesaggistici? Ma l'avete visto in che stato è piazza D'Azeglio, i cosiddetti giardini pubblici, e la Passeggiata qui davanti?», ha fatto notare qualcun altro.
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