Il Tirreno

Versilia

Tosca e Venturiello la squadra da battere Bene Becucci e Povia

Le pagelle agli artisti protagonisti della competizione Prevalgono lenti e brani melodici anche in grado di stupire

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QUERCETA. Stragrande prevalenza dei ritmi lenti e delle canzoni melodiche (solo la Cervia, il Ponte e il Ranocchio escono dal cliché) e prevalenza dei cantanti sulla qualità delle canzoni. Ma non dimentichiamo che sono proprio queste che si contendono il titolo. Buoni i duetti, e grande impressione destata dai prodotti dei talent-show. Se ci fosse il Premio della Critica, se lo aggiudicherebbe senza dubbio “Il Cinema Marconi” per le motivazioni espresse in pagella. Chissà però che non possa uscire qualche sorpresa, un pronostico è assai difficile, come nella migliore tradizione del Miccio Canterino. Nessun brano sotto la sufficienza, anche se qualcuno appare una spanna sopra gli altri. Leon d’oro (Povia, “L’amore cambia tutto). Brano melodico, con un bel testo ispirato alla pace e all'amore. E Povia ne è il bravo interprete. Voto 8.

Quercia (Nathalie, “Gocce di luce”). Brano in stile classico, e la cantante lo sorregge con una gran voce. Qualche perplessità sul testo. Voto 6,5.

Cervia (Tosca e Venturiello, “Il cinema Marconi” ). Ecco la canzone-rivelazione. In puro stile avanspettacolo anni ’50, viene fuori una favola cantata molto particolare. Bravissimi i cantanti, che fanno anche scena. Voto 9.

Madonnina (Becucci, “Con gli occhi di un bambino”). Brano melodico, bello, che Becucci (idolo dei giovani accalmatissimo) interpreta con una voce straordinaria. Voto 8.

Ponte (Bencini e Capodacqua, “Bandiere lassu”). Un rock duro. Due ottime voci per un brano da media classifica. Voto 6,5.

Pozzo (Canzian, “Non c’è amore senza te”). Melodico, orecchiabile ma senza grossi picchi, anche se la Canzian con la sua semplicità e bravura ce la mette tutta. Voto 6.5.

Lucertola (Celeste e De Martini, “Cento Lire”). Vale il discorso fatto per la canzone precedente, con buona qualità dell’interpretazione di un brano normale. Voto 6,5.

Ranocchio (Annalisa Baldi, “L’inno del Miccio”). Ecco per finire un altro rock duro. Il brano rimane un gradino sotto i migliori, e anche l’interpretazione convince fino a un certo punto. Voto 6.

Francesco Borraccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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