Il Tirreno

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Spiagge, ecco il piano del governo

di Matteo Tuccini
Spiagge, ecco il piano del governo

Mercoledì i ministri Gnudi e Moavero incontreranno i balneari. Sul tavolo, il destino delle concessioni

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VIAREGGIO. A giudicare da come si sta comportando sulla riforma del lavoro, non c’è da stare troppo allegri. Ma i balneari confidano che il governo Monti abbia riflettuto sulle loro richieste. E ne abbia tratto spunto per la riforma delle concessioni demaniali marittime, che i ministri Piero Gnudi ed Enzo Moavero Milanesi hanno annunciato di voler mettere nero su bianco.

Il vertice. Mercoledì prossimo, a Roma (l’appuntamento è alle 10 nel ministero del Turismo) i due rappresentanti dell’Esecutivo incontreranno i titolari degli stabilimenti. E forniranno una prima versione di quel decreto che dovrebbe cambiare per sempre la gestione delle spiagge.

«Non entreremo nel dettaglio di tutti gli aspetti tecnici - spiega Manuela Granaiola, senatrice del Pd, che sta mediando tra i bagni e il governo assieme al collega del Pdl Massimo Baldini - ma è probabile che ci verranno spiegati gli indirizzi». In concreto, se ci saranno o no le aste delle concessioni. E, nel caso di gare a evidenza pubblica, cosa prevederanno le nuove regole per tutelare, almeno in parte, i concessionari uscenti.

«Solidarietà a Marcello». L’incontro avrebbe dovuto esserci entro marzo, così come promesso ai sindacati: i ministri hanno tentennato un po’, ma dopo la protesta-choc di Marcello Di Finizio - balneare triestino che si è arrampicato su una gru di 80 metri - hanno accettato il nuovo vertice.

Il caso Di Finizio è finito su tutti i giornali e siti web nazionali, e anche la Versilia ha in qualche modo partecipato alla protesta: una delegazione di viareggini è salita a Trieste per esprimere solidarietà al collega. L’uomo, che è rimasto in alto per 4 giorni, è sceso dopo la notizia che il governo Monti - tramite Gnudi e Moavero - ha accettato di parlargli. Di Finizio è così diventato l’eroe dei bagni, che in questi tempi di battaglia stanno scoprendo - al di là delle solite rivalità - legami insospettabili tra di loro. Oggi, sempre a proposito di sit-in, c’è un colloquio a Palermo col governatore Raffaele Lombardo.

L’indagine delle banche. C’è un altro aspetto che - pare - sta emergendo in questi giorni. Ed è il timore delle banche di non veder rispettati gli impegni finanziari presi dagli stabilimenti.

Voci non confermate parlano di un’indagine, già avviata da un importante istituto di credito, volta a capire quanto sono esposti i bagni della Versilia. Che rischiano di non vedersi più assegnare prestiti e finanziamenti in vista della scadenza delle concessioni, prevista il 31 dicembre 2015. Una volta, infatti, i concessionari impegnavano lo stabilimento: ma adesso non è più possibile.

Potrebbe essere questo il primo passo di un corto circuito economico che - secondo i bagni - potrebbe spazzare via un modello turistico vecchio oltre 100 anni. Con conseguenze per tutto il cosiddetto “indotto”. Ma non tutti, ovviamente, la pensano allo stesso modo. E c’è chi è pronto a spartirsi le spoglie di quello che resterà dopo le aste.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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