Il Tirreno

Versilia

Sindaco verso il ritiro delle dimissioni

di Donatella Francesconi

Lunardini: voglio passare dal voto sulla mozione di sfiducia. Seduta da convocare entro il 12 aprile

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VIAREGGIO. Paolo Spadaccini, come anticipato ieri dal “Tirreno”, dice no: il consiglio comunale richiesto dal sindaco Lunardini prima del 3 aprile, data di scadenza delle dimissioni del primo cittadino, non si farà. La “palla”, dunque, torna tra le mani di Lunardini. Il quale, ricevuta la lettera del presidente del consiglio comunale, ha risposto: «Prendo atto ma ribadisco le motivazioni etiche, prima ancora che politiche, che mi avevano indotto a formulare la richiesta. parimenti riconosco la discrezionalità che in merito le affida il regolamento del consiglio comunale». Nel merito delle motivazioni che hanno portato Spadaccini a dire no, Lunardini spiega di non volere intervenire. Fuori, però, dall’ufficialità dovuta alla lettera del presidente del consiglio, il sindaco ribadisce: «Il consiglio per mettere ai voti la mozione di sfiducia che è stata presentata con le dodici firme del centrosinistra lo voglio. Vorrà dire che si farà entro il 12 aprile, come da tempi previsti». perché così sia, però, occorre che entro la mezzanotte del 3 aprile Lunardini abbia ufficializzato la revoca delle proprie dimissioni. Revoca che sembra dietro l’angolo. Visto quanto dichiarato dallo stesso Lunardini nel registrare il proprio intervento in tv (ormai la politica sembra giocarsi tutta davanti alle telecamere di ReteVersilia) che andrà in onda questa sera: «Ho detto basta con la politica - anticipa Lunardini -: io sono il sindaco e faccio proposte amministrative. Chi ci vuole stare, ci stia.Altrimenti si va tutti a casa».

La linea è quella già segnata da Giovanni Santini, coordinatore provinciale del Pdl: la maggioranza politica è finita, vediamo se il centrodestra al governo della città ne trova una amministrativa. Per provare almeno tre provvedimenti urgenti: piano delle alienazioni, Regolamento urbanistico, bilancio 2012.

Il “cerino” del decretare la fine dell’amministrazione Lunardini con un anno di anticipo, lasciando che per undici mesi a governare Viareggio sia un commissario prefettizio, è tutto nelle mani del 12 consiglieri di centrosinistra e dei quattro che mancano per arrivare ai 16 voti richiesti. Due potrebbero essere i consiglieri dell’Udc Spadaccinie Di Santo, uno quello di Vivere Viareggio (Sergiampietri) e poi resta da capire cosa faranno Vassalle e Puccinelli che dal Pdl sono già usciti. Per la buona riuscita dell’operazione conta l’intesa che il centrosinistra riuscirà o non riuscirà a trovare con l’Udc: un passaggio che ha un peso anche sulle future alleanze in vista delle elezioni amministrative del 2013. «Ci sta che alzare la mano sulla mozione di sfiducia del centrosinistra all’Udc crei dei problemi», ammette il segretario comunale del Pd, Dal Pino. Dunque, ecco l’altra mozione: quella di Vivere Viareggio che deve però scommettere sulle dodici firme del centrosinistra. Che resta l’ago della bilancia.

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