Il Tirreno

Versilia

«Ciao Cinzia, vai in cielo come tutti i buoni»

«Ciao Cinzia, vai in cielo come tutti i buoni»

L’addio del compagno e della figlia: davi sempre una mano a tutti, rimarrai nei nostri cuori

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VIAREGGIO. «Come mai i buoni vanno in cielo e i bastardi rimangono sempre su questa terra?». Con questo duro interrogativo rivolto a don Marcello Brunini, che ha officiato il funerale di Cinzia Casentini, la donna che ha perso la vita in un tragico incidente stradale martedì mattina, il compagno Moreno Pisani, ha concluso il suo addio.

La chiesa della Resurrezione al Varignano non ce l’ha fatta a contenere tutta la gente che ha voluto portare l’ultimo saluto alla dipendente comunale apprezzata, non solo dai colleghi, tantissimi e molti dei quali con gli occhi lucidi. C’erano il sindaco Luca Lunardini, gli assessori Vittorio Fantoni, Nicodemo Pistoia e Mario Ratti, tanti consiglieri comunali. C’era, ovviamente, il labaro del Comune, dove Cinzia ha lavorato per diversi anni facendosi apprezzare per le sue doti umane. Il municipio, per consentire a tutti i colleghi di essere presenti è rimasto chiuso. Osservato anche un minuto di raccoglimento in consiglio provinciale a Lucca.

«Di lei - ha detto Moreno Pisani - mi ha colpito il suo sorriso e la disponibilità verso gli altri. Nel periodo in cui era impegnata per il censimento si recava perfino a casa di anziani e di chi aveva problemi, anche la domenica. Lasciava a tutti il suo numero di telefono, era fatta così. Era unica. Le sarebbe piaciuto andare all’ufficio del sociale, per aiutare chi aveva bisogno. Tra i tanti pregi, però, aveva un difetto: era gelosa, e lo possono confermare gli amici con i quali trascorrevamo belle serate che sono qui oggi. Mi sono anche chiesto come facesse ad essere gelosa di uno come me».

«Vi ringrazio per essermi stati vicini - ha detto poi rivolgendosi agli amici - Ringrazio Valerio ed Ivana, i genitori di Cinzia per avere fatto una figlia così dolce e spero che Dalila, che ho considerato come una figlia, mi continui a volere bene». E proprio Dalila ha affidato alla lettura di Francesco, uno dei collaboratori di Don Brunini una breve lettera che ha scritto per ricordare la mamma. «Con sacrificio e grande volontà ti sei laureata, raggiungendo l’obiettivo che desideravi. Riuscivi sempre ad emergere. Ora sei lassù e te la ridi con la nonna. Rimarrai per me sempre la mia acciuga».

Don Brunini ha voluto anche lui evidenziare alcune doti di Cinzia. «La sua capacità di ascolto, la disponibilità verso gli altri e la tenacia che l’ha portata a conseguire la laurea, sono cose non comuni. Rimarrà nei nostri cuori». Anche l’amica Elisabetta la ricorda: «Grazie Cinzia per il tuo sorriso, per la tua voglia di vivere, per la tua umanità. Sei una persona meravigliosa e la tua luce sarà sempre nel mio cuore. Un abbraccio, ovunque tu sia».

Roy Lepore

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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