Il Tirreno

Versilia

Spadaccini al sindaco: devi decidere tu

di Donatella Francesconi
Spadaccini al sindaco: devi decidere tu

Non si farà il consiglio comunale richiesto da Lunardini per mettere ai voti la sfiducia presentata del centrosinistra

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VIAREGGIO. Non ci sarà il consiglio comunale chiesto dal sindaco Lunardini con lo scopo di far votare la mozione di sfiducia presentata dal centrosinistra che ha raccolto dodici firme. Il presidente del consiglio comunale, Paolo Spadaccini, invierà oggi ufficialmente la risposta al primo cittadino. Ma ufficiosamente già è noto il contenuto. Il ragionamento è semplice: il sindaco è già dimissionario ed ha tempo fino alla mezzanotte del 3 aprile per decidere se confermare l’intenzione di abbandonare il proprio posto in Municipio o restare. Non c’è bisogno, insomma, di un consiglio che voti una mozione di sfiducia ad un sindaco che si è già sfiduciato da solo.

A questo punto il “cerino” è tutto in mano di Lunardini. Nel caso decida di ritirare le dimissioni, il sindaco si dovrà mettere a “caccia” di quella che Giovanni Santini, coordinatore provinciale del Pdl che da quattro anni “cova” Giunta e consiglio comunale, ha definito «maggioranza amministrativa». L’unica possibile dopo che quella politica, lo ha ammesso lo stesso Santini, «è finita». Quando l’Udc, il partito di Paolo Spadaccini, ha detto “basta”. E proprio ieri pomeriggio è tornata a riunirsi la segreteria dell’Udc alla quale Spadaccini ha sottoposto la propria posizione rispetto alla richiesta di un consiglio prima del 3 aprile in cui votare la mozione di sfiducia a Lunardini. «Abbiamo ribadito la nostra posizione», spiega Spadaccini al termine della riunione.

Nel frattempo, però, le mozioni di sfiducia sono diventate due: a quella del centrosinistra si va ad aggiungere quella di Vivere Viareggio che, per essere presentata ha bisogno di dodici firme e poi deve trovare la altre quattro per incassare il risultato. Si dice che su questa Sergiampietri ed i suoi potrebbe raccogliere il consenso del centrosinistra (12), dell’Udc (2) e di Eugenio Vassalle (gruppo misto ed esponente di Fli). Un pasaggio che metterebbe tutti d’accorso, insomma, cementando l’alleanza Pd-Udc. Alleanza alla quale il Partito democratico tiene a tal punto da non aver aderito alla riunione che le altre forze della sinistra (Federazione della sinistra, Sel ed Idv) tengono questa sera. Qualche esponente del Pd potrebbe essere presente, ma in silenzio ed a titolo personale. D’altra parte - sosteneva ieri più di un esponente del Partito democratico - «l’obiettivo in questo momento è o non è mandare a casa il sindaco Lunardini?».

Ma il primo cittadino a casa potrebbe non andare. Se decide di restare e “sopravvive” anche alla mozione di sfiducia torna in sella per portare in approvazione tre provvedimenti importanti: Piano delle alienazioni, Regolamento urbanistico, bilancio comunale. Alzi la mano che si sente, nel centrodestra, di assumersi la responsabilità di dire “no”.

Anche se in città l’era Lunardini sembra già un ricordo: «Ma chi è ora il sindaco di Viareggio», chiedeva ieri sera un giovane barista. Bella domanda...

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