Il Tirreno

Versilia

Scarico misterioso nel lago Interviene la Capitaneria

di Donatella Francesconi
Scarico misterioso nel lago Interviene la Capitaneria

Dopo la denuncia dei cittadini i prelievi disposti dal comandante Vitiello Arpat: moria di pesci dovuta all’alga che fiorisce grazie a fosforo e azoto in acqua

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TORRE DEL LAGO. Gli esiti delle analisi effettuate da Arpat sulla moria di pesci che si è verificata nel Burlamcca da dieci giorni «confermano che il fenomeno è da attribuirsi ad un picco di fioritura algale tossica». L’esito delle analisi concluse ieri hanno indicato che la moria di pesci, spiega una nota ufficiale, «è da attribuirsi ad un picco di fioritura algale tossica Prymnesium parvum (alga che produce sostanze tossiche che, liberate nell'acqua, sono in grado di uccidere la fauna ittica) coincidente con i giorni della moria (18/03/2012) e sufficiente a causare l'effetto». La forte crescita dell'alga - scrive Arpat - è da mettersi in relazione al periodo primaverile, con buone temperature, e ad un forte carico eutrofico (azoto e fosforo) presente nel Lago di Massaciuccoli».

Lago che bene non sta, e si sa da tempo. Ma - è la domanda inevitabile - il fenomeno di fioritura è stato causato solo dall’arrivo della primavera (in fondo così caldo poi non è ancora) o anche dall’aumento di fosfati e altre sostanze nello stesso lago? Una risposta è più che mai necessaria, alla luce del fenomeno scovato dal comitato “Salviamo Viareggio”: un tubo dal diametro di circa un metro, murato nella sponda del Massaciuccoli all’altezza della marginetta nella zona dove si trova anche il campo nomadi. Da dove arriva e cosa scarica nel lago da una ventina di giorni in particolare ad orari casuali, come raccontano gli esponenti del comitato che in questi giorni l’hanno tenuto sotto occhio (guarda il video sul sito del “Tirreno”)? E da dove viene «l'odore nauseabondo che si sprigiona in concomitanza del getto di liquido? Per l'ennesima volta ci rivolgiamo preoccupati alle istituzioni - scrivono i cittadini che hanno costituito il comitato - nella speranza che qualcosa si muova, che qualcuno prenda seriamente in esame la situazione ambientale, che vengano effettuati campionamenti delle acque nei canali e nella falda, che vengano trovate soluzioni per eliminare o almeno ridurre gli inquinanti. La situazione non è più tollerabile: tutto il lago sta morendo (il lago è un indicatore ambientale naturale della salute del territorio) e nessuno, e con nessuno ci riferiamo agli enti preposti, cerca delle soluzioni attuabili per salvaguardare quello che ne rimane. Abbiamo gli armadi pieni di studi, rilievi, convegni: ma sarà il caso di cominciare a fare qualcosa di serio?».

Intanto, ieri pomeriggio, sul posto è andato il personale della Capitaneria, su indicazione del comandante Pasquale Vitiello, per effettuare i primi prelievi sul liquido che esce dal tubone misterioso.

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