La protesta
Mozione di sfiducia di Vivere Viareggio
Il segretario Gian Carlo Iannella fa appello ai consiglieri di maggioranza più critici con la giunta
VIAREGGIO. «La drammatica situazione finanziaria in cui versa il Comune e la evidente incapacità di questa Giunta di adottare le soluzioni idonee ad arrestare la crisi complessiva che investe la Città, rendono doverosa ed indispensabile, per il bene della città stessa, la chiusura immediata di questa pagina amministrativa attraverso l'approvazione, ai sensi e con la maggioranza richiesta dall'articolo 52 del Testo unico nonchè in applicazione dell'articolo 16,comma due, del vigente Statuto del Comune, della presente mozione». Così Vivere Viareggio, fresca di ritorno in consiglio comunale con Nino Sergiampietri, si appresta a chiedere la sfiducia del sindaco Lunardini,. A caccia dei 16 voci necessari, il segretario Gian Carlo Iannella ha scritto a tutti i consiglieri comunali, inviando il testo della mozione. «Più che ai consiglieri di opposizione cui si deve, prima del nostro rientro ufficiale in consiglio, la presentazione il 13 marzo scorso della prima mozione nei confronti del sindaco , rivolgo un pressante ed accorato invito a quei consiglieri di maggioranza che, in tempi più o meno recenti e con modalità diverse, hanno responsabilmente manifestato il proprio disagio e la propria delusione per la pessima situazione politica, amministrativa, finanziaria e financo morale in cui, per colpa di una amministrazione incapace di esprimere il benchè minimo scatto progettuale, versa Viareggio. Mi riferisco in particolare alla Consigliera Baldini, ed alla sua comprovata onestà; al consigliere Bolognesi da sempre aspramente critico nei confronti di questa Giunta e da cui credo sia lecito aspettarsi, coerentemente con la posizione da lui espressa in consiglio, un sì deciso alla mozione stessa; al consigliere Di Santo che ho avuto modo di conoscere per motivi professionali e che invito a dare seguito a quella esigenza di trasparenza e perseguimento di legalità che ho apprezzato nella sua "battaglia" finalizzata all'adozione obbligatoria del Durc (e documenti connessi); al consigliere Pasquali, in nome dei suoi ideali repubblicani; al consigliere Peralta, al quale l'attività svolta a favore delle persone socialmente più deboli in qualità di responsabile di un ente di patronato non potrebbe, non dovrebbe consentire la continuazione di un'esperienza che si sta rivelando disastrosa sotto il profilo finanziario anche in prospettiva proprio nei confronti di questi soggetti». Ed ancora, «a Bruno Puccinelli, per ritrovare quello spirito sincero che lo aveva portato tanti anni fa ad aderire a Vivere Viareggio; ad Asio Vivaldi, dai cui interventi traspare, sempre ,un sincero amore per Viareggio; ad Eugenio Vassalle, affinchè dia concreto seguito alle sue posizioni critiche».
A tutti - scrive Iannella - «rinnovo l'invito ad effettuare un atto di amore per la vostra città per chiudere una esperienza amministrativa che si è dimostrata, purtroppo per tutti, fallimentare. Ritengo che tanta parte dei cittadini ve ne sarebbe grata. Mi permetto, infine, di rivolgere un particolare invito ad Eva Fabbri ed al presidente Spadaccini, affinchè, come detto da quest'ultimo, si adoperino per risparmiare a Viareggio l'onta ed il disastro di un'agonia lunga un anno che non solo non risolverà problema alcuno ma che ne sarà foriera di altri irrisolvibili per chiunque avrà il coraggio (l'incoscienza?) di assumere la guida di un comune devastato ed in crisi finanziaria irreversibile. Il vostro partito, l’Udc, ha un'occasione unica per dimostrare coerenza ed affidabilità e presentarsi all'elettorato con l'orgoglio di chi ha avuto la forza dell'indipendenza e dell'autonomia di pensiero e di azione».
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