Sicurezza
L’atto di accusa dei commercianti
Paoli (Darsena): ci sveniamo per una città che non dà più nessuna possibilità di sviluppo
TORRE DEL LAGO. L’atto di accusa è firmato da Giampaolo Paoli, direttamente dalla Darsena dei locali: «Le necessità nostre sono dovute anche alle spese che affrontiamo: su 400 metri quadrati di locale paghiamo 18.500 euro di Tia. È l’equivalente dello stipendio annuo di un dipendente. Ed il peggio è che registriamo un aumento di tasse e spese in una città che non ci offre più niente per sviluppare la nostra posizione di lavoro. Ci chiediamo se Viareggio fa parte della Versilia: bene, Viareggio non fa parte neanche del Monte Matanna!».
Certo, a sentire parlare gli imprenditori del divertimento notturno più di una regola dovrebbe saltare. Così, mentre la magistratura sigilla i due locali storici del divertimento notturno, c’è chi chiede a gran voce che sulla Marina possa aprire «un centro commerciale», o che si possa portare a ridosso delle dune un mercato ambulante settimanale. Una linea che sembra sposare in pieno l nuovo direttore di Confesercenti, Pasquini, scatenato nel sostenere che «lo sviluppo è una condizione di tutela dell’area» in mezzo al Parco naturale.
Pisa ciclabil. Resta tutta aperta la questione della viabilità tra le due Marine. Gli operatori turistici chiedono la pista ciclabile. Il Piano di gestione del Parco prevede un percorso ciclabile per il quale l’ente - spiega il presidente Fabrizio Manfredi - «si è preso l’impegno ad una propria progettazione per poi definirla e concordarla con il Comune e vedere di attivarla». La paura che alla fine, tra pineta e dune, si crei una strada transitabile anche dai motorini resta alta.
Burocrazia. È il vero ostacolo contro il quale si scontrano le attività economiche: «Per organizzare un mercatino dei fiori - ha raccontato un commerciante - devo chiedere tre permessi diversi: a Mover, al Comune, al Parco». E tutte le volte, viene da aggiungere, sembra che mai in tutto l’universo sia sia organizzato niente di simile. «I tempi della politica », è l’allarme lanciato da Esmeralda Giampaoli, «non sono più quelli delle imprese. Dovete capirlo». (d.f.)
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