Il Tirreno

Versilia

Ristoranti e bar: 8 crack nel corso del 2011

di Paolo Lombardi
Ristoranti e bar: 8 crack nel corso del 2011

La sofferenza del settore cresce con la discesa dei consumi. E intanto aumenta anche la benzina

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VERSILIA.

Campanelli d’allarme sull’aggravarsi delle condizioni economiche della Versilia arrivano anche da altre realtà.

Solo nel comparto della ristorazione e dei pubblici esercizi legati all’alimentare i fallimenti nel 2011 sono stati 8.

Altri quattro riguardano il settore dell’abbigliamento e delle calzature.

Ma ci sono negozi di tutti i tipi: dai casalinghi alle attrezzature alberghiere.

Chi non ce la fa lo deve soprattutto ai debiti. Investimenti sulla merce non risarciti dalle vendite. E se la tendenza non si inverte alla lunga scattano le procedure che portano poi al fallimento.

Un percorso che riguarda, sempre più spesso, un altro bene di consumo al quale tutti noi difficilmente – almeno fino a qualche tempo fa – riusciamo a fare a meno: l’automobile.

Eppure di fronte al giudice fallimentare cominciano a presentarsi anche titolari di concessionarie e rivenditori di ricambi auto.

In questo momento l’intero settore che si definisce automotive (dalle concessionari e ai carrozzieri, dai meccanici alle stesse pompe di benzina fino alle agenzie di assicurazioni che lavorano molto con le Rc auto) è in profonda crisi perchè ormai siamo al mercato di sostituazione – difficile trovare una famiglia che non abbia l’auto – ma di cambiare la macchina c’è sempre meno voglia.

Non soltanto pechè non ci sono soldi nelle famiglie. Ma anche perchè il prezzo della benzina (che anche in Versilia sta sfiorando i 2 euro al litro per la verde) e quello dei pedaggi autostradali scoraggiano l’acquisto di una nuova auto.

Anzi cresce la tendenza a lasciare in garage (naturalmente chi lo ha) il mezzo, proprio per risparmiare.

Ma il fatto di usare poco la macchina vuole dire anche limitare gli spostamenti per consumo.

Alla Versilia, soprattutto alle zone più popolari come Viareggio e Torre del Lago, mancano anche i mangiatori di gelato. Ovvero quelli che partivano da Antraccoli per farsi due passi in Passeggiata e comprare un cono o ordinare un caffè. Il caro-benzina fa sì che anche la gita domenicale può essere tagliata.

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