Sicurezza
Pucciniano dal ministro: appuntamento il 3 aprile
Tutti a Roma da Lorenzo Ornaghi. La richiesta: ripristinare il contributo Betti e Romanini (Pd): quelli promessi da Lunardini sono i soldi del Monopoli
TORRE DEL LAGO. Appuntamento il 3 aprile dal ministro della cultura Lorenzo Oranghi: il Festival pucciniano porta a Roma la propria situazione, con l’orgoglio di chi porta per il mondo il nome del grande Giacomo Puccini. La notizia dell’incontro finalmente ottenuto è arrivata sul lago, ieri mattina: Milziade Caprili, ex senatore di Rifondazione comunista, ha trovato la “chiave” che ha aperto la porta di un dialogo con il Governo che la “maledizione” del rapporto con l’ex ministro Matteoli sembrava avere avvelenato. Il centrodestra che regolava i propri conti anche a Viareggio, dove Massimiliano Simoni nel passare a Futuro e libertà era ancora in sella come presidente della Fondazione lirica, è riuscito a paralizzare il contributo che arrivava in riva al lago dai fondi Arcus (sui quali i ministri hanno la parola finale. Risultato: 1 milione e mezzo di mancati introiti che la Fondazione ha messo a bilancio ( e si può discutere se era il caso di credere alle promesse della politica fino a questo punto..) e che, mancando per 2011 e poi per 2012 hanno portato l’Ente oggi presieduto da Paolo Spadaccini sull’orlo del portare i libri contabili in Tribunale. E anche di questo si è parlato lunedì nell’incontro tra amministrazioni (Comuni e Provincia) e parlamentari della zona. Parlamentari (Granaiola, Marcucci, Mariani, Baldini) che potranno essere presenti all’incontro con il ministro, così come tutte le istituzioni che al festival contribuiscono (Comune, Provincia e Regione). «La richiesta al ministro - spiega la Fondazione - sarà dunque quella di ripristinare i contributi storici di cui il Festivl beneficiava dallo Stato e di ridurre la sperequazione rispetto ad altre istituzioni lirico/teatrali».
Sulla difficile situazione della Fondazione, il dibattito politico è vivace. In questa pagina registriamo gli interventi dell’ex sindaco “Ghigo” Gemignani e del coordinatore del Movimento cittadini, Massimiliano Baldini. Ma prendono la parola anche Leonardo Betti e Chiara Romanini, consiglieri comunali del Partito democratico: «Se i soldi nascessero sugli alberi oggi potremmo forse credere alle promesse "lunardinesche". Ma così non è devono essere cercati nelle casse del Comune od essere trovati, con sponsor o scelte politico amministrative che, come sappiamo, non sono la specialità di una Giunta inerte ed impacciata. E, allora, da dove esce questo milione? Chi lo dà? A chi è stato tolto? È lo stesso milione promesso al Carnevale? Forse, viste le casse del Comune, è un milione di banconote del Monopoli che sono le uniche che adesso circolano ma, purtroppo, non hanno corso legale nello Stato. Puzza questa promessa, sa di ricatto in vista di un voto di fiducia che si tenta ancora di racimolare con i mezzucci della politica delle responsabilità».
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