Il Tirreno

Versilia

«Carnevale e lirica: basta l’assessorato»

«Carnevale e lirica: basta l’assessorato»

L’opinione di Ghigo Gemignani, ex sindaco: eccessive due Fondazioni con i loro organismi

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TORRE DEL LAGO. La causa della crisi epocale che le due Fondazioni, Carnevale e Pucciniano, stanno vivendo, «va ricercata nel mutare dei tempi, mutamento che non consente più assistenzialismo e giochi politici. Consideriamo un dato importante: le Fondazioni in oggetto offrono alla città diciannove spettacoli su trecentosessantacinque giorni dell’anno ( tredici recite più sei corsi). Per tali produzioni è facile dedurre che sono eccessivi due organi di indirizzo gettonati, due consigli di amministrazione gettonati, due direttori generali e un direttore artistico al pucciniano, tutti profumatamente stipendiati dodici mesi l’anno e che, a loro volta, si avvalgono di altro personale assunto a tempo indeterminato». È l’opinione di Ghigo Gemignani, che continua: «La proporzione tra costi e benefici è ovviamente sbilanciata ed allora ecco che si impone, anche qui, il “ sistema Monti”: vale a dire, si fa ciò che è possibile. E niente di più. Il Carnevale organizzerà i suoi corsi mascherati utilizzando il meglio della categoria dei costruttori, secondo un progetto più moderno, in linea con i tempi, pur nell’ambito del rispetto della tradizione. Altre iniziative dovranno rivelarsi autosufficienti sia dal punto di vista economico che gestionale. I rioni, ad esempio, erano migliori quando c’era il coinvolgimento diretto degli abitanti interessati. Il Pucciniano, d’altro canto, stante l’esiguità degli spettacoli programmati, potrebbe avvalersi, come in passato, di professionalità specifiche per il solo periodo interessato. Del resto, direttori artistici del calibro di Luciano Alberti, Sylvano Bussotti, Lorenzo Ferrero e Renzo Giacchieri si dedicavano al Festival torellaghese con grande capacità, autorevolezza e prestigio, riscuotendo ampi successi e raggiungendo numerose presenze di pubblico pagante senza il sostegno dei biglietti omaggio elargiti a go-go.. Inoltre, sarebbe auspicabile un miglior utilizzo e dell’infelice teatro e soprattutto del bellissimo ridotto, cosa alla quale sino ad oggi si è relativamente pensato senza trarne i possibili benefici economici. Mi si dirà ancora che nelle due Fondazioni lavorano tante persone e di ciò bisogna indubbiamente tenerne conto. Ebbene, queste persone qualificate potrebbero essere assorbite nell’ambito comunale laddove, nel tempo, di volta in volta se ne presenterà la necessità».

Ciò detto - conclude Gemignani - dal momento che le due Fondazioni per sostenersi ricorrono quasi esclusivamente al contributo delle casse comunali (e quindi a noi cittadini), «ha ancora senso tenerle in essere come tali? Direi di no. Secondo me sarebbe meglio affidare invece l’organizzazione del Carnevale e della stagione pucciniana all’assessorato alla cultura che potrebbe nominare delle commissioni che a loro volta potrebbero avvalersi, a seconda delle necessità, di tecnici professionisti».

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