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Festival, Lunardini promette un milione

Festival, Lunardini promette un milione

Ma senza i numeri in consiglio comunale saltano la stagione 2012 e anche la Fondazione ormai sull’orlo del fallimento

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VIAREGGIO. Trovare i soldi per far fronte ai buchi di bilancio del 2011 e mettere sul piatto almeno un milione di euro per riuscire a portare in scena le opere del calendario 2012. Ecco cosa bisogna fare per salvare il Festival Pucciniano. Che la manifestazione è a rischio lo si ripete ormai da mesi. Che anche la Fondazione è vicina al tracollo lo dicono i numeri. Ed è quindi facile capire perché la parola d’ordine, all’incontro organizzato ieri al teatro - alla presenza di Comune, Provincia, consiglieri e parlamentari locali - sia stata stabilità.

Bilancio in rosso. Il punto centrale del confronto istituzionale di ieri è stato la condivisione del percorso da seguire. Intanto trova i soldi nelle maglie del bilancio comunale per chiudere il bilancio 2011 e far fronte alla stagione 2012. Il primo obiettivo raggiungibile rimpingiando - tramite la cessione di beni strumentali del Comune alla Fondazione - il fondo di dotazione dell’ente lirico.

Il secondo prevedendo nel bilancio di previsione 2012 del Comune risorse per almeno un milione di euro al Pucciniano.

«Il Comune farà la sua parte e in maniera significativa - afferma il sindaco, Luca Lunardini - avendo già previsto nel bilancio preventivo un consistente aumento di trasferimenti che rispetto ai 100mila euro di due anni fa e ai 350mila dell’anno scorso, supererà il milione di euro. Si tratta di un aumento importante, ma questo grosso sforzo del Comune sarà inutile se non accompagnato proporzionalmente dagli impegni di altri enti: Provincia, Regione e soprattutto Governo. Vi è altresì all’attenzione degli uffici tecnici comunali e del Pucciniano l’eventuale possibilità di un conferimento straordinario di beni strumentali al Pucciniano che consenta un aumento del fondo di dotazione dell'Ente». Fondo che ad oggi è intorno ai 400mila euro, meno della metà delle risorse accantonate lo scorso anno e utilizzate per far fronte agli ammanchi (causa tagli) con i quali la Fondazione ha dovuto fare i conti per chiudere il bilancio consuntivo 2010.

Gli impegni di Lunardin8i, ovviamente, sono condizionati alla ripresa della normale attività ammistrativa. In pratica o il sindaco torna ad avere una maggioranza oppure, con l’arrivo di un commissario prefettizio quelle di ieri resteranno solo parole.

«Tutto questo - conclude Lunardini con riferimento al trasferimento dei beni strumentali - se il consiglio comunale vorrà approvarlo. Un consiglio comunale che ha nel suo ruolino di marcia appuntamenti essenziali per la città, a partire dalle alienazioni che alcuni degli investimenti dovranno andare a coprire. Purtroppo, l’azione dell'assemblea cittadina è al momento congelata da una crisi politica di cui ho dovuto amaramente prendere atto».

Gli scenari. I problemi del Pucciniano, derivanti anzitutto da un taglio di oltre il 70% delle risorse ministeriali al Festival (oltre 2 milioni nel 2009 e qualcosa meno di 600mila nel 2011), non finiscono però con il bilancio consuntivo 2011 3 preventivo 2012 ma, per così dire, sono anche strutturali. E su questo fronte, ne sono convinti Comune, Provincia e parlamentari locali, la manifestazione non può fare a meno del sostegno dello Stato.

«Le cause delle difficoltà economiche - spiega il sindaco Lunardini - sono universalmente note: negli ultimi due anni si è verificata l'assenza di contributi significativi da parte del Governo centrale. C'è poi l’irrituale mutuo che la Fondazione Puccini sta pagando per l’edificazione del Teatro: irritualità che risale agli anni precedenti quando fu deciso, caso praticamente unico in Italia, di accollarne le rate alla Fondazione. È apprezzabile l’impegno per il futuro che i parlamentari hanno espresso, ma rimane il problema importante dell’oggi. Per il futuro è indispensabile un pressing nei confronti del Ministero competente che permetta, ogni anno, di avere un flusso di contributi verso il bilancio della manifestazione lirica che sia costante e affidabile. Non si può contare infatti sui contributi della Fondazione Arcus: negli anni passati ha erogati finanziamenti straordinari, che non erano e non sono dovuti: infatti sono cessati. Sarà necessario - insiste il sindaco - “stanare” l’attuale ministro che da mesi non risponde alle sollecitazioni non solo mie, ma anche di Provincia e Regione oltre che degli stessi parlamentari».

Valentina Landucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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