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L’INTERVENTO

Confesercenti contraria ai sei corsi: «Ne bastano 5»

Confesercenti contraria ai sei corsi: «Ne bastano 5»

VIAREGGIO. Intanto sul dibattito apertosi intorno alla programmazione del Carnevale 2013 arriva la presa di posizione della Confesercenti. Che per bocca del segretario Alessandro Cerrai boccia l’ipote...

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VIAREGGIO. Intanto sul dibattito apertosi intorno alla programmazione del Carnevale 2013 arriva la presa di posizione della Confesercenti. Che per bocca del segretario Alessandro Cerrai boccia l’ipotesi dei sei corsi mascherati e chiede al contrario che le sfilate siano concentrate nel periodo clou del Carnevale, ovvero dal giovedì al martedì grasso.

Le prime considerazioni sono però sul futuro fosco della manifestazione. «Nubi minacciose si addensano, purtroppo, attorno al futuro del Carnevale. Pesa negativamente il risultato economico della ultima edizione del Carnevale, causa anche il maltempo, che si è accanito contro la manifestazione. Ma pesano anche i contributi economici, che non arrivano nei tempi stabiliti, da parte dell'Amministrazione Comunale. E soprattutto, non si sa, per il prossimo anno, quale potrà essere il contributo che il Comune destinerà alla manifestazione. Così, come già altri osservatori hanno sottolineato, si avverte inoltre un raffreddamento della passione tra città e Carnevale. Ha poco senso, discutere quindi, quasi esclusivamente, sul numero di corsi per la prossima edizione del Carnevale».

«Su questo aspetto - prosegue Cerrai - noi come Confesercenti riteniamo che oltre i canonici 5 corsi, come avviene ormai da anni, non si debba andare. Invece di andare ad una dilatazione eccessiva, del numero di corsi, si deve perseguire l'obiettivo di aumentare gli eventi e le manifestazioni durante il periodo di Carnevale, in particolare nei giorni dal giovedì al martedì grasso. Insomma lanciare il messaggio, che Viareggio, durante il periodo di Carnevale, è la capitale del divertimento, della satira, della cultura, del buon vivere, portando così anche importanti ricadute sull'economia cittadina. Aumenta la consapevolezza, che sarà necessario, oltre la ricerca di nuove fonti di finanziamento, razionalizzare e ridurre i costi della manifestazione. Al tempo stesso, però, ci sono alcune voci in cui gli investimenti vanno aumentati: penso alla promozione che va potenziata sia in ambito regionale sia mirandola verso città italiane ed europee, attraverso gemellaggi, patti di amicizia e collaborazioni, dove esistano manifestazioni culturali e di tradizione popolare, assimilabili al nostro Carnevale. Strategico, oltre al rilancio dei Rioni e della tradizione dei Veglioni, è naturalmente il rapporto con i carristi. Sono, ovviamente, i principali artefici della fama e del successo del nostro Carnevale. Insieme anche a loro, e a tutti coloro che hanno a cuore la manifestazione, si deve costruire un progetto, con le risorse disponibili, per il Carnevale del futuro, anzi per il futuro del Carnevale.

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