Il Tirreno

Versilia

Comune in debito anche con se stesso

di Luca Basile
Comune in debito anche con se stesso

Non ancora versati 700mila euro alla Pietrasanta Sviluppo per mense scolastiche, riscossione tasse e parcheggi

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PIETRASANTA. Il piatto piange. Non da oggi e non solo a Pietrasanta. Sta di fatto, però, che nella cassa del Comune, i liquidi scarseggiano in modo preoccupante. Tanto che si guarda con una certa ansia alle prossime scadenze, quella del 31 marzo - data in cui è previsto il pagamento della prima rata della Tarsu - e ancora di giugno – quando a domicilio dei cittadini arriverà l’Imu sugli immobili - per cominciare a fronteggiare le varie emergenze oggi in atto.

Un esempio concreto delle difficoltà vissute in questa fase dall’amministrazione Lombardi è il debito che si è venuto a creare con la Società patrimoniale Pietrasanta sviluppo: si parla di una cifra compresa fra i 600 e i 700 mila euro. In sostanza, da quando il presidente della stessa società è Marco Bonuccelli, il Comune per i servizi erogati dalla Pietrasanta Sviluppo, ha versato poco e niente. E parliamo di servizi come quelli legati alla ristorazione scolastica, alla riscossione Ici-Tarsu e ancora al controllo dei parcheggi a pagamento sul territorio. Una situazione che, se non risolta o comunque ammortizzata in tempi brevi, rischia di mettere in seria difficoltà la Patrimoniale. Che, come noto, nei mesi scorsi, sempre attraverso la gestione legata alla ristorazione scolastica, ha assunto una cinquantina di persone. Patrimoniale che nella serata di ieri ha convocato un consiglio di amministrazione proprio per fare il punto della situazione, così come per approvare il bilancio che, nonostante tutto, è stato chiuso in attivo. In sostanza la Pietrasanta Sviluppo, attraverso un fido garantito dalle banche, riesce ad andare avanti nella propria attività smentendo anche quelle voci che vedrebbero gli stipendi dei dipendenti liquidati in ritardo.

«Ogni lavoratore – precisano dalla stessa Società patrimoniale – ha ricevuto la busta paga nei tempi previsti: chi afferma il contrario dovrà assumersene le responsabilità».

Ad ogni modo il Comune, proprio per venire incontro alla stessa Patrimoniale, sta studiando un piano di parziale rientro del debito accumulato - i 600-700 mila euro di cui abbiamo già fatto cenno - con pagamenti di quote nei prossimi 3 mesi e saldo delle spettanze a giugno. Ma al tempo stesso l’amministrazione Lombardi è chiamata anche a fronteggiare l’esercito dei fornitori di palazzo che reclamano, da tempo, i pagamenti delle diverse fatture per servizi o beni. Con ritardi nel liquidare il dovuto che in taluni casi arrivano anche ad un anno e mezzo ed oltre. Impossibile, su questo fronte, conoscere l’ammontare, visto che non vi sono dati certificati, ma anche questa situazione è monitorata dagli uffici. Alla base delle attuali carenze di cassa, non solo il calo delle entrate dei trasferimenti dallo Stato, ma anche la mancata vendita, per il momento, di beni comunali e, come denunciato più volte dalla stessa maggioranza, i disavanzi di bilancio ereditati dalla gestione Mallegni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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