Gioco
«Parlamentari e politici dicano se vogliono salvare il Festival»
Un caffé con il sindaco Lunardini, il primo dopo l’apertura della crisi della Giunta che l’Udc ha lasciato: «Solo un caffé - conferma Paolo Spadaccini, presidente della Fondazione...
TORRE DEL LAGO. Un caffé con il sindaco Lunardini, il primo dopo l’apertura della crisi della Giunta che l’Udc ha lasciato: «Solo un caffé - conferma Paolo Spadaccini, presidente della Fondazione Festival pucciniano - e non è cambiato niente». La posizione dell’Udc non cambia, conferma Spadaccini: «E la scelta di navigare a vista che l’amministrazione Lunardini sembrerebbe intenzionata a fare non mi sembra possibile». Per quanto riguarda il rapporto con il Festival pucciniano, la cui presidenza al momento Spadaccini ha mantenuto, l’interessato spiega: «Ho scritto al sindaco, gli ho ricordato il mio lavoro di questi due anni ed ho detto chiaro e tondo che sono a disposizione del sindaco: se ritiene, vado via subito».
Nel frattempo, però, restano da affrontare tutti i nodi della difficoltà della Fondazione. Per oggi sono convocati da Spadaccini tutti i parlamentari locali, gli ex parlamentari, la Provincia ed il Comune. L’accusa è pesante: «La politica non si è mai interessata al festival». Che, così facendo, non è mai riuscita ad ottenere «quella stabilità che una legge apposita ha dato, ad esempio, al Rossini Festival».
Ma Spadaccini spara a zero anche sul “sistema” Fondazione Festival pucciniano: «È stata sempre un’entità autoreferenziale. Perché ciascun presidente ha misurato sul Festival la propria “virilità” politica. Negli altri teatri non funziona così...».
Lo scopo della chiamata a raccolta di questa mattina è cercare di riannodare con il Governo quel filo che si è spezzato da dopo le celebrazioni pucciniane del 2008. L’ex ministro Galan (Governo Berlusconi) non ha incontrato né il Comune né i vertici della Fondazione e - al momento - così ha fatto anche Lorenzo Ornaghi, ministro del Governo Monti. La Fondazione sembra stretta nella “maledizione” di Altero Matteoli: dopo lo stop ai fondi Arcus che ha anticipato la rottura con Massimiliano Simoni, ex presidente del Festival passato con Fini, da Roma finanziamenti in riva al lago non ne sono più arrivati.
Spadaccini gioca duro: «Io sarei disposto anche a stare fermo un anno - spiega - ma il sostegno di cui deve godere un festival come quello dedicato a Giacomo Puccini va risolta una volta per tutte».
Intanto si attendono i finanziamenti della Regione: «Firenze deve fare una ricognizione dell’avanzo di bilancio. Di cifre, però, non si è parlato», fa sapere Spadaccini.
Quello di oggi - se Lunardini sarà presente- sarà il primo faccia a faccia con Spadaccini dall’apertura della crisi che il 3 aprile dovrà comunque trovare una soluzione. (d.f.)
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