Il Tirreno

Versilia

Ciao Guidubaldo, carrista dei bozzetti

di Claudio Vecoli
Ciao Guidubaldo, carrista dei bozzetti

E’ morto Francesconi: per quarant’anni ha lavorato nel mondo della cartapesta. Ha disegnato i progetti a molti colleghi

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VIAREGGIO. Il Carnevale di Viareggio perde un altro dei suoi storici protagonisti. Si è spento sabato Guidubaldo Francesconi, autore di mascherate in gruppo, carri di seconda categoria e di tanti bozzetti per i colleghi costruttori in tutte le categorie di concorso. Avrebbe compiuto ottantadue anni il prossimo 10 settembre. Lascia la moglie Maria Pia, le cinque figlie Donatella, Cinzia, Barbara, Franca e Simona e i fratelli Franco e Italo. I funerali si svolgeranno questo pomeriggio alle 15,30 nella chiesa di Sant'Antonio a Viareggio.

Classe 1930, viareggino, si affacciò al mondo del Carnevale collaborando alla colorazione del carro di Antonio D'Arliano del 1958 “Miss Universo”. Dopo anni di collaborazione con diversi costruttori debuttò in prima persona nel 1969, insieme a Vittorio Lippi, nella realizzazione della mascherata in gruppo “Western all'italiana”. Negli anni Settanta firmò mascherate vincendo due volte. Negli anni Ottanta gareggiò in seconda categoria insieme a Giovanni Strambi. Nel 1986 collaborò con Strambi alla realizzazione del carro piccolo “Il buon governo”, vincitore di categoria. Ma molti fra gli “addetti ai lavori” di quegli anni lo ricordano anche per aver realizzato i bozzetti di carri di molti colleghi che si rivolgevano a lui proprio per la sua abilità pittorica.

Pur non avendo niente a che fare con la dinastia dei Francesconi, famiglia storica della cartapesta viareggina che ha iscritto ben quattro suoi componenti nell’elenco dei costruttori viareggini, per uno strano scherzo del destino in quasi quarant’anni di carriera agli hangar ha lavorato con ben tre di loro (prima Francesco, poi Mario e infine Gionata). Eppure Guidubaldo Francesconi è a suo modo figlio d’arte, visto che la sua maestria con il pennello - oltre che carrista è stato anche pittore e grafico - è una dote ereditata in parte dal padre Giulio (apprezzato scultore e ceramista amico di Lorenzo Viani) e in parte dalla madre Zelinda (che grazie all’abilità delle sue dita si era invece affermata come valente pianista). A proiettarlo nel mondo della cartapesta, tuttavia, è una fortunata coincidenza. Poco dopo la fine della Seconda guerra mondiale, infatti, il giovane Guidubaldo entra al lavoro come imbianchino e decoratore da Coluccini, un importante magazzino di vernici con sede al Marco Polo che in quegli anni rifornisce alcuni dei carristi dell’epoca. Tono D’Arliano, uno dei clienti, rivolgendosi al titolare della ditta, un giorno chiede se sa indicargli qualcuno capace di aiutarlo nella colorazione del carro. Coluccini gli presenta Francesconi che viene subito ingaggiato. E’ il 1958 e nell’hangar di uno dei più grandi carristi di tutti i tempi il giovane decoratore dimostra tutte le sue qualità rifinendo e colorando alcuni dei mascheroni principali di “Miss Universo”. Francesconi resta qualche anno nel baraccone di D’Arliano per poi passare al servizio di altri costruttori come Francesco Francesconi e il figlio Mario.

Guidubaldo ha talento. Soprattutto nel disegno, nella modellatura e nella colorazione. Ma nei primi anni di Carnevale, anche per il suo carattere per niente ambizioso, resta nell’ombra. Poi, nel 1969, arriva finalmente la sua grande occasione. Vittorio Cinquini, ottimo mascheratista degli anni Cinquanta e Sessanta, è costretto da alcuni problemi di salute a ridurre il proprio impegno con la cartapesta. Così propone a Francesconi di unirsi in società con lui. Guidubaldo accetta e i due lavoreranno insieme fino alla morte di “Vittoriello” nel 1970. Dal 1971 al 1982 si cimenta nella categoria delle mascherate in gruppo (conquistando anche due vittorie). Al tempo stesso, nei mesi in cui non è impegnato con il Carnevale di Viareggio, lavora la cartapesta anche all’estero insieme ad altri costruttori fra cui Arnaldo Galli: in Venezuela (nel 1974) e in Australia (nel 1977).

A partire dal 1983, Guidubaldo Francesconi passa di categoria e si ritaglia un suo spazio nei carri piccoli grazie alla collaborazione con Giovanni Strambi (i due, oltre che ottimi amici, in quel periodo lavoravano entrambi in ospedale come infermieri). E la collaborazione andrà avanti anche quando ad aiutare Giovanni Strambi arriva anche il figlio Stefano.

Contemporaneamente, grazie alla sua abilità nella pittura, disegna anchei bozzetti dei carri a molti colleghi: da Lazzari a Maggini, da Farnocchia ai Canova. Lasciati poi gli hangar di via Marco Polo, continua a dare una mano a Regolo Micheli per i carri rionali della Migliarina. Fino al 1995, quando un ictus lo costringe su una sedia a rotelle.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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