Lutto
Articolo 18, Darsena ferma Oggi sciopero e presidio
Corsetti (Pd Versilia): elementi inaccettabili, stiamo con i lavoratori La solidarietà di Sel: invece di facilitare le assunzioni si dà libertà di licenziare
VIAREGGIO. Si ferma la Darsena , dalle 9,30 alle 12, in difesa dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e contro le modifiche volute dal Governo Monti. Se luna di miele c’è mai stata con il governo tecnico, è vicina ad essere già finita. La Cgil ha indetto lo sciopero generale nazionale di 8 ore per la fine maggio, preparato con assemblee, iniziative pubbliche, scioperi locali. A Viareggio si comincia oggi con il presidio dei lavoratori della cantieristica e degli appalti, in via Coppino-incrocio via dei Pescatori
«Contro la precarietà, il taglio degli ammortizzatori sociali e la rottamazione dell'articolo 18», si legge nel volantino di convocazione,. La “palla” ora è nelle mani del Parlamento e dei partiti che vi siedono con i propri rappresentanti. «Il partito democratico - assicura Alberto Corsetti, segretario della Federazione versiliese del Pd - sta con i lavoratori affinché in parlamento alcuni aspetti inaccettabili del provvedimento siano eliminati. Per quanto mi riguarda domattina (oggi per chi legge, ndr) porterò al presidio il saluto e la solidarietà del Pd Versilia».
Sulla questione interviene anche Sinistra ecologia e libertà, con le parole di Paolo Puccinelli, responsabile del settore “economia e lavoro” del partito che fa capo a Nichi Vendola. «Appare quantomeno singolare - scrive Puccinelli - che in un momento di profonda recessione ed in presenza di un tasso di disoccupazione, giovanile e femminile soprattutto ,così elevato si pensi in modo ossessivo solamente a favorire l'uscita dal mondo del lavoro anziché a favorirne l'ingresso! Spacciare quale provvedimento necessario alla crescita ed all'occupazione questa controriforma è sbagliato ed irrealistico, visto che parliamo di una norma che riguarda si e no il 5% delle aziende italiane e che la possibilità di creare occupazione e rilanciare il Paese passa obbligatoriamente dalla definizione di un vero piano industriale e di vero politiche di sostegno alle imprese ed ai lavoratori».
La riforma imposta dal Governo rompendo la trattativa sul lavoro - sostiene la Fiom-Cgil - «è inaccettabile perché vengono ridotti o cancellati gli attuali ammortizzatori sociali (cassa integrazione straordinaria e mobilità) per essere sostituiti con un modello che riduce le tutele dei lavoratori già fortemente penalizzati da un'inaccettabile riforma delle pensioni. Ci domandiamo cosa ne sarà delle centinaia dei lavoratori e lavoratrici della nautica, in cui la crisi si fa sentire più che in ogni altro luogo, una volta ridotti gli ammortizzatori sociali».
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