La manifestazione
«Lancio la sfida per risanare la città»
Manuela Granaiola, senatrice del Pd: primo punto, riavviare un sistema che torni a produrre ricchezza
VIAREGGIO. Meno 9: il conto alla rovescia è cominciato tra il silenzio persistente di sindaco e maggioranza. Luca Lunardini ha tempo fino alla mezzanotte del 3 aprile per decidere se confermare le proprie dimissioni o lasciare la poltrona di primo cittadino conquistata, con oltre il 60% dei consensi, a maggio 2008. Lo scenario - si dice - sarà più chiaro martedì, quando Giovanni Santini, coordinatore provinciale del Pdl, andrà in tv a dare la “linea”. La strada scelta, però, è già nota: Lunardini ritira le dimissioni e sceglie di andare avanti a vista, votazione dopo votazione. Così da richiamare ogni singolo consigliere che si pronuncerà per il “no” alle proprie responsabilità, agitando lo “spettro” dell’arrivo del commissario prefettizio.
Nell’attesa la città sembra essere caduta nell’incantesimo della Bella addormentata: il sindaco si è “punto” con il fuso avvelenato e Viareggio è piombata nel sonno più profondo. Urge principe entro un anno ed il dibattito in corso è tutto “politica sì-politica no”.
Sognando un Monti anche per Viareggio 2013? È la domanda alla quale il “Tirreno” ha chiamato rispondere la senatrice del Pd, Manuela Granaiola.
«Bene le competenze, ma anche più politica. Una politica che abbia abbandonato vecchie pratiche, vizi ed arroccamenti di potere e pateracchi vari. E che non sia più mero strumento della propria replicazione».
Una politica per fare cosa?
«Da un risanamento economico sostenibile della città. Priorità sulla quale occorre aprire un grande confronto con tutta la città. Il nodo della questione, anche in vista delle amministrative 2013, deve essere quello di come - con pochissime risorse disponibili - si possa arrestare in tempi ragionevoli quel degrado generalizzato che ci affligge. L’obiettivo di fondo deve essere come si possa dare vita ad una nuova competitività di tutto il “sistema Viareggio” in un momento di particolare difficoltà. Inutile piangere sulla crisi: occorrono scelte e priorità chiare. Vorrei pensare ad una sfida corale che deve saper chiamare in campo l’impresa, il commercio, il lavoro, l’associazionismo. anche la formazione e la scuola devono ritrovare la loro centralità per riavviare un sistema che può e deve tornare a produrre ricchezza e la sappia distribuire equamente. Senza ricchezza non si salva l a città, non la si rende competitiva e non si potranno sostenere efficaci e sostenibili politiche sociali».
Sembra il programma di un candidato/a sindaco...
«La questione non è candidarsi. Occorre fondersi con la città, farne propri i dubbi e la paure, e saperne mettere a frutto le potenzialità che sono ancora molte. In questo modo si può sperare di promuovere un progetto condiviso, facilmente comprensibile, che possa diventare motore di rinnovato impegno dei cittadini. Solo così potremo rendere credibile un’alternativa al disastro che sta vivendo Viareggio. Se così non fosse, se prendessero il sopravvento logiche e tentazioni già viste e vissute anche nel mio partito, cose che ritengo abbiano poco a che vedere con gli interessi della città, allora non esiterei un momento a rimettere tutto in discussione per essere coerente con il mio impegno. Non avrei timore né di vincere né di perdere. Risponderei, prima di tutto, al dovere di essere coerente con il mio impegno. Come ho tentato di fare fino a qui».
Primarie sì o no?
«Per superarle occorrerebbe un candidato che goda di un largo, indiscusso consenso in città e nella coalizione. Cosa oggi difficile da valutare e qualche volta anche pericolosa. Amministrare una città come Viareggio in una fase così complessa ed i trasformazione non è semplice. Occorrono competenze e legami forti e strutturati con la città. Ma soprattutto il candidato deve essere credibile come garante del proprio programma e del proprio impegno per la città. Di certo, dunque, non può essere il frutto di una qualche mediazione tutta chiusa nelle segrete stanze della politica. Sarebbe una scelta sciagurata che contrasterei».
Volti nuovi o “vecchie” glorie? Questo è l’altro “tormentone”...
«Sono convinta che chi sarà eletto ad amministrare Viareggio dovrà assumersi anche il compito di favorire il ricambio generazionale delle classi dirigente cittadine e non solo di quelle politiche. Penso al bisogno di un crescente ruolo delle donne nella cosa pubblica e alla necessità di riannodare il dialogo con i più giovani. Un primo passo per dare loro almeno voce».
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