La manifestazione
Le
RENZO PIERACCINI. Alcune volte, sfogliando i quotidiani, si capisce perché Viareggio è la città del carnevale ma, purtroppo, non per la maestria dei nostri carristi bensì per alcuni interventi che...
RENZO PIERACCINI. Alcune volte, sfogliando i quotidiani, si capisce perché Viareggio è la città del carnevale ma, purtroppo, non per la maestria dei nostri carristi bensì per alcuni interventi che definire “coloriti” è dir poco.
Un consigliere di amministrazione della Fondazione Carnevale (Paolo Chiocchetti, ndr) si chiede: «Come mai il vicepresidente Pieraccini era presente alla riunione dei giorni scorsi con le categorie economiche?». La risposta a tale domanda è già inserita nel quesito stesso: perché il sottoscritto è, ad oggi, vicepresidente del Consiglio di indirizzo e solo la volontà del socio fondatore (Comune) attraverso l’indicazione del suo sindaco può variare lo status quo con un preciso atto di sfiducia in seno al consiglio d’indirizzo stesso. Non è statutariamente previsto che nessun consigliere, tanto più di amministrazione, sia legittimato a chiedere al sottoscritto le dimissioni. Ribadisco che di fronte ad un atto di sfiducia da parte del Sindaco nei confronti del sottoscritto non esiterei ad abbandonare il ruolo fino ad oggi ricoperto, ma è anche vero che l’analisi che deve essere fatta nei confronti del mio operato nel carnevale dovrà essere scevra di ogni risvolto politico e analizzata sul contributo di idee, proposte ed iniziative portate avanti da me in questi quattro anni di carnevale.
La mia coerenza è testimoniata proprio in questi anni di lavoro all’interno della manifestazione in un ruolo che spesso si è trovato al centro di decisioni e valutazioni difficili e che non hanno mai trovato, nel consigliere a cui mi riferisco, un contributo di idee e proposte, neanche nella presenza fisica, se non limitata alla funzione di “chauffeur” del vip di turno.
A dire il vero un intervento da parte del consigliere è stato notato nell’edizione 2012: l’aver segnalato, al limite dell’imposizione, l’esigenza di far esibire, per due volte, sul palco di piazza Mazzini durante i sabati del carnevale il cantante Simone Traina per il costo complessivo di circa 2000 euro, obbligando la Commissione spettacoli eventi della Fondazione a soprassedere ad un progetto, a costo zero, che probabilmente avrebbe avuto maggior successo della quarantina di persone che hanno assistito, in due uscite, all’esibizione del cantante di cui sopra.
Concludo affermando che, in un momento così difficile per la manifestazione come quello che stiamo vivendo, uscire sulla stampa per “mostrare i muscoli” anziché proporre soluzioni e idee, dimostra, qualora ce ne fosse ulteriore bisogno, che non si è capito la funzione di amministratore, soprattutto all’interno di una manifestazione come il carnevale.
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