Attenzione
Tutta la città ha salutato Marchetti
Una grande folla alla Badia per l’ex primario, a partire dai giocatori in divisa del “suo” Camaiore calcio
CAMAIORE. Essere amati dalla propria comunità è un gran privilegio. Anche di questo ha vissuto Alvaro Marchetti, l’ex primario di ostretrica del Versilia stroncato martedì sera da un infarto mentre andava a cena con la moglie.
C’era tantissima gente ieri alla Badia per l’estremo saluto al medico che ha fatto nascere cetinaia di versiliesi, ma che ha anche curato migliaia di donne.
L’antica chiesa non è riuscita a contenere tutti, qualche centinaia di persone è rimasta fuori, mentre i vigili urbani hanno bloccato le macchine al Prado, onde ev itare che si intassase di auto l’area della chiesa.
A salutare Marchetti c’erano tutti i mondi che lui ha attraversato nei suoi 72 anni vissuti di gran carriera. C’era la gente comune, quella che ha curato e quella che ha conosciuto. C’era la politica, con in testa il sindaco Bertola, ma anche i candidati alla sua successione: da Alessandro Del Dotto ad Alberto Matteucci (gli altri non siamo riusciti a vederli nella calca della chiesa). C’era lo sport, con la formazione al gran completo del «suo» Camaiore di cui era stato tifoso e presidente con la divisa bluamaranto. E c’era il mondo della medicina versiliese, quella che Marchetti ha attraversato dal 1969, quando – dopo la laurea all’Università di Pisa – ha iniziato la professione, Nel 1999 Marchetti diventò primario dell’Asl, quando il reparto era al Lucchesi a Pietrasanta. Fu lui ha traghettare il reparto nel nuovo ospedale del Lido. Dove ha guidato il reparto fino al 31 dicembre del 2007.
Tanti soprattutto i colleghi, le sue ostetriche, le infermiere del reparto.
Ma c’era anche il mondo dell’imprenditoria.
In prima fila c’erano la moglie Donatella affranta dal dolore e i due figli (Leonardoche è consigliere comunale del Pdl e Sandra, di professione avvocato), i parenti più vicini.
Che hanno ascoltato il Vangelo e l’omelia che ha ricordato che la morte è comunque l’inizio di una nuova vita. e che tutti dobbiamo essere pronti quando il Signore ci chiama accanto a sè.
A celebrare il funerale il parroco di Camaiore don Damiano.
Molta compostezza nellachiesa della Badia.
La gente che conosceva Alvaro Marchetti era lì non solo per condividere il lutto, ma soprattutto per dimostrare la stima avuta per questo uomo che aveva saputo far fruttare i talenti che il Signore, Marchetti era credente, gli aveva messo a disposizione.
Al termine della cerimonia, c’è stata l’ultima benedizione e poi la famiglia e gli amici più intimi hano accompagnato la salma del medico al cimitero per la tumulazione .
E ora Camaiore si ritufferà nella campagna elettorale, ma intanto studierà cosa organizzare per ricordare il dottor Marchetti.
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