Attenzione
Tre mozioni di sfiducia per Lunardini
In consiglio entra Sergiampietri (Vivere Viareggio). L’Udc tiene: se la maggioranza non c’è è colpa solo del Pdl
VIAREGGIO. Seconda mozione di sfiducia per il sindaco Lunardini e la sua Giunta: dopo quella presentata dal centrosinistra, arriva quella di Vivere Viareggio. Annunciata dal consigliere comunale Nino Sergiampietri che si è insediato ieri sera in un consiglio comunale dai toni tesissimi che però l’ha accolto all’unanimità. Mettendo così la parola fine all’esperienza di Renzo Pieraccini, vice presidente della Fondazione Carnevale, eletto nelle liste di Vivere Viareggio e poi passato al Pdl come hanno fatto tutti i consiglieri che in Municipio sono arrivati con le liste civiche che appoggiarono, nel 2008, la vittoriosa campagna elettorale del sindaco Lunardini.
Assente il presidente del consiglio comunale, Paolo Spadaccini, a Roma ieri ufficialmente per incontri legati al Festival pucciniano, senza disdegnare però qualche appuntamento più politico. Appoggiato dal fatto che la riunione del Comitato comunale del suo partito, quell’Udc che ha abbandonato la maggioranza, si è concluso con un comunicato chiaro: «L'Udc - afferma la segretaria comunale Eva Fabbri - ha dimostrato ancora una volta la sua unità e compattezza condividendo all'unanimità tutto il percorso politico che ha intrapreso sin dal maggio dello scorso anno e portato avanti attraverso documenti di stimolo e prese di posizione critiche presentate ripetutamente al sindaco e confermate anche in occasione del congresso cittadino. Il dato che è emerso dal dibattito è che la maggioranza a Viareggio è venuta meno perché 5 consiglieri del Pdl hanno abbandonato a più riprese quel partito. È inutile girarci intorno: se la Giunta cade è perché non ci sono più i numeri per governare; indipendentemente dall'Udc». Il partito di Spadaccini starebbe preparando, così si dice nei corridoi della politica, una propria mozione di sfiducia per il sindaco.
Assente anche il consigliere Eugenio Vassalle, coordinatore comunale dei finiani di Futuro e libertà. Fautore in un primo momento di un governo “Lunardini bis”, Vassalle ha gettato la spugna dopo la convention nazionale di Fli a Pietrasanta lo scorso fine settimana. Nel corso della quale Gianfranco Fini è stato chiaro: «Mai più con questo Pdl».
Dai banchi dell’opposizione tutti hanno voluto ricordare i motivi per cui Renzo Pieraccini «non è più con noi», come ha detto Alessandro Bolognesi, consigliere Pdl per l’occasione presidente della seduta: la lettera di dimissioni chiaramente motivata con le mancate promesse nei confronti dei carristi e Carnevale tutto.
Parole dure nei confronti del predecessore ha avuto, invece, Sergiampietri. Che a Pieraccini imputa di « aver avallato il sistema spartitorio voluto, anzi preteso, per bramosia di potere, dai vertici locali di An e Forza Italia».
Quali siano le intenzioni di sindaco e maggioranza non è chiaro. La “caccia” ai possibili “traditori” a suon di assessorati da distribuire della posizione intransigente assunta da Udc e Fli sembra chiusa. Giovanni Santini, coordinatore provinciale del Pdl, non ha nessuna intenzione di “scaricare” questo o quell’assessore come qualcuno ha chiesto. La soluzione più accreditata, al momento, sembra quella di un sindaco pronto a camminare sul filo senza rete, pronto ad affrontare consiglio dopo consiglio la ricerca di una maggioranza. «Non è questa la maggioranza di cui Viareggio ha bisogno - commenta Miliziade Caprili - così si abbandona la città agli spiriti animali».
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