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articolo 18

Sciopero sabato e assemblea oggi indetti dalla Cgil

VIAREGGIO. L'articolo 18 non si tocca e anche la Cgil della Versilia si mobilita come il sindacato ha deciso di fare in tutta Italia fino ad arrivare alla giornata di sciopero generale nazionale....

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VIAREGGIO. L'articolo 18 non si tocca e anche la Cgil della Versilia si mobilita come il sindacato ha deciso di fare in tutta Italia fino ad arrivare alla giornata di sciopero generale nazionale. Domani, intanto, in tutta la provincia di Lucca incrociano le braccia i lavoratori della grande distribuzione, nelle prime due ore di ogni turno. «Le azienda - si legge in una nota con la scusa della crisi, licenzieranno impunemente i lavoratori meno produttivi, i più anziani, i malati o quelli che semplicemente hanno più problemi familiari, oltre quelli che oseranno dire "no" e "non posso"». La Cgil non ci sta ai lavoratori tutti lancia un appello: «Non trovare scuse, non è vero che non puoi, non pensare per te, supera il tuo individualismo, stanno togliendo tutto a chi lavora ed ai nostri figli... Chi non sciopera rovina la vita a tutti quei padri, madri, che saranno licenziati ingiustamente».

In tutta la Versilia sono mobilitati anche i lavoratori del settore metalmeccanico (Fiom-Cgil). Alla”Finder pompe Spa” di Querceta sono già state indette e fatte due ore di sciopero martedì 20. Mentre per questa sera a Pietrasanta si terrà un’assemblea pubblica nella sala della Croce Verde alle 17,30. Ad indirla è il “Comitato Rsu e lavoratori Versilia per la difesa dell'articolo 18, dei diritti e della democrazia nei luoghi di lavoro”: «Contro la precarietà, il taglio degli ammortizzatori sociali - si legge nel volantino di convocazione - e la rottamazione dell'articolo 18. Perché la riforma imposta dal Governo, rompendo la trattativa sul lavoro, è inaccettabile in quanto vengono ridotti o cancellati gli attuali ammortizzatori sociali (cassa integrazione straordinaria e mobilità) per essere sostituiti con un modello che riduce le tutele dei lavoratori. L'articolo 18 è un diritto di civiltà! È grave che in un Paese civile e democratico dove nel corso di questi anni sono stati persi centinaia di migliaia di posti di lavoro, si ritenga che per superare la crisi e difendere l'occupazione bisogna che i lavoratori possano anche essere licenziati senza giustificato motivo».

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