Il Tirreno

Versilia

Il Parco delle Apuane perde la sua anima

di Simone Tonini
Il Parco delle Apuane perde la sua anima

Giuseppe Nardini stroncato da un infarto a 58 anni. Politico, ambientalista e contradaiolo, per 8 anni ha guidato l’ente

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FORTE DEI MARMI. Se n’è andato un vaianotto, un pezzo di storia della contrada Il Ponte. E un ambientalista vero. Il presidente del Parco regionale delle Alpi Apuane, fortemarmino doc, Giuseppe Nardini (conosciuto anche come “Beppe di Pretino”), è deceduto ieri mattina a 58 anni nella sua abitazione, stroncato da un infarto. Non aveva impegni urgenti, si sentiva stanco: così ha detto alla moglie Donatella di voler restare a letto ancora un po’. Una volta rientrata a casa, la donna ha fatto la tragica scoperta: per Nardini non c’era più niente da fare. Lascia la moglie Donatella, i figli Daniele ed Eleonora e un vuoto enorme a Forte dei Marmi e in tutta la Versilia.

La voce della sua scomparsa si è diffusa rapidamente in paese, con la gente incredula e sgomenta nell'apprendere che Beppe non c'era più. Da otto anni Nardini presiedeva il Parco delle Alpi Apuane: il mandato sarebbe scaduto ad agosto. Per altri quattro anni aveva rivestito il ruolo di consigliere dell’ente e per un breve periodo quello di commissario: dodici anni in tutto.

Nel Ponte, invece, c’era da una vita, ricoprendo il ruolo di vicepresidente. Il suo era un compito molto delicato: prendersi cura del miccio per prepararlo al meglio per il Palio di maggio. E poi era lui che leggeva la scena per il Ponte dagli altoparlanti del Buon Riposo durante il Palio.

«Era l’anima della contrada - dicono il presidente del Ponte, Riccardo Giannelli e il vice Emanuele Tommasi - Stavamo lavorando come sempre per le cene e il Miccio Canterino: non possiamo credere che dovremo farlo senza di lui. Se ne va un grande amico, una persona eccezionale, un pezzo della nostra amata contrada».

Nardini è stato anche consigliere comunale a Forte dei Marmi; ha iniziato la sua esperienza politica con il Partito socialista, insieme al sindaco Umberto Buratti, per poi confluire nei Verdi e in Sel.

«Se ne va un amico di lunga data - dice Umberto Buratti, sindaco di Forte dei Marmi - Tante le battaglie fatte insieme. Beppe aveva un immenso amore per la nostra terra, dalle Apuane al mare, con un visione unitaria della Versilia. Trascorsi insieme a lui e agli amministratori di Stazzema il mio primo giorno da sindaco nel 2007». Come presidente del Parco era stimato ed apprezzato. «La prima cosa che mi è venuta in mente sapendo della morte di Nardini è stato il Festival delle Contrade che si svolgerà a breve: il Ponte era la sua più grande passione e sarebbe stato ancora una volta in prima fila per organizzare e dare una mano», dice il sindaco di Seravezza, Ettore Neri. «Stavamo portando avanti la ristrutturazione di Palazzo Rossetti e il Progetto Versilia, di cui era sostenitore, necessario per lo sviluppo del territorio. Nardini era persona con idee forti, ma allo stesso tempo disponibile al confronto e al dialogo. La notizia della sua morte è stata sconvolgente».

Ancora incredulo e scosso, il direttore del Parco, Antonio Bartelletti, che gli ha dedicato una lettera pubblicata sul sito web dell’ente (vedi sotto). «Il suo mandato scadeva ad agosto e avevamo predisposto una road-map con iniziative ed eventi per far conoscere a tutti il lavoro svolto nei suoi otto anni di presidenza. Non è facile parlarne, l’emozione è davvero forte. C'erano tante cose da fare ancora insieme, adesso non sarà più possibile. Il Parco proseguirà la sua attività con l'ordinaria amministrazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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