Sicurezza
Bufera su Villa Bertelli lasciano due consiglieri
Valdemaro Baldi e Gianni Checchi si dimettono in polemica con il sindaco Buratti «La decisione di mettere la scultura di Rotelli nel parco è stata imposta dall’alto»
FORTE DEI MARMI. E pensare che era solo un omaggio agli aviatori. Un bel gesto - per ora solo annunciato - dell’amministrazione guidata da Umberto Buratti rivolto agli eroi del cielo, che sta creando più grattacapi che altro al sindaco uscente, tra l’altro a poche settimane dalle elezioni.
Non bastavano, infatti, le polemiche sulla statua del figlio del Duce, l’opera firmata da Arturo Dazzi in onore di Bruno Mussolini che ha sollevato un vespaio. Adesso ci sono pure quelle sul Consiglio di amministrazione della neonata Fondazione Villa Bertelli. E il casus belli è in fondo sempre il solito: questa benedetta statua da dedicare agli aviatori, che adesso sarà una stele di Marco Nereo Rotelli incisa con i versi di Andrea Zanzotto. Che sembra abbia provocato le dimissioni di due consiglieri, Valdemaro Baldi (in quota Buratti) e Gianni Checchi (Gruppo Monteforte).
«Il sindaco Buratti dovrebbe chiarirsi bene se gli serve una Fondazione culturale di prestigio, oppure un gruppetto di fedeli esecutori dei suoi diktat, che non si scomoda neanche a venire a dare di persona, bensì usando degli Sms, o un fedele dirigente del Comune. Oppure al massimo, com’è avvenuto in passato li fa recapitare dal vicesindaco o dal presidente della fondazione». A parlare così è il candidato sindaco Gabriele Monteforte: «Sono stato d’accordo con la creazione della Fondazione - spiega Monteforte - anche se è nata solo per sostituire la srl, che aveva i bilanci sempre in passivo e doveva chiudere i battenti. E infatti io ho subito sottolineato che farla nascere senza risorse economiche stabili era un grave errore, perché obbliga di fatto gli amministratori della Fondazione a seguire ogni volontà dell’Amministrazione comunale che li finanzia. Ciò comporta che l’ente diventa un contenitore di vario uso, e non una fondazione culturale che crea e promuove la conoscenza e la cultura.
«Se serviva un esempio si è verificato in questi giorni - spiega Gianni Checchi, che del Gruppo Monteforte è il consigliere dentro Villa Bertelli - perché le dimissioni del consigliere Valdemaro Baldi, espressione della maggioranza di Buratti, allorquando è arrivata la comunicazione della decisione presa dal sindaco di mettere la statua di Rotelli nel parco della Villa, sottolineano proprio l’inaccettabilità di un rapporto. Dunque io che rappresento l’opposizione mi dimetterò a mia volta, perché non possiamo certo essere noi a sostenere il peso del Consiglio di amministrazione, di una fondazione, i cui presupposti gestionali e culturali sono, secondo noi, evidentemente sbagliati e da rivedere. Se Buratti – prosegue Checchi – voleva una Fondazione come inutile e silente braccio esecutivo di decisioni già prese, e come semplice strumento di gestione del patrimonio immobiliare, non sono certo necessari un consiglio e un presidente, basta un funzionario comunale! Questa Fondazione di Villa Bertelli – conclude - ha senso soltanto se gli saranno attribuite funzioni effettive e, soprattutto mezzi per essere autonoma, ad esempio come avevano proposto noi, la gestione di un fondo commerciale dentro Palazzo Quartieri, proprio per dotarla delle risorse necessarie».
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