Sicurezza
Betti (Pd): 60 stalli in meno in piazza Dante
VIAREGGIO. Sessanta posti auto in meno: sono quelli che si perderanno in piazza Dante, una volta che sarà realizzato il progetto messo a punto dall’amministrazione comunale che intende trasferire...
VIAREGGIO. Sessanta posti auto in meno: sono quelli che si perderanno in piazza Dante, una volta che sarà realizzato il progetto messo a punto dall’amministrazione comunale che intende trasferire nella piazza della stazione il capolinea dei bus che oggi è in piazza D’Azeglio.
A lanciare l’allarme posti auto è il consigliere comunale Leonardo Betti, affiancato dalla collega Chiara Romanini, entrambi del Pd. Ma non è quello dei parcheggi l’unico dei problemi che la scelta dell’amministrazione Lunardini fa esplodere portando tutto il traffico lato mare, dove ci sono le case ed i negozi, invece che lato stazione come chiedono residenti e commercianti: «Sulla strada che si stringe - ricorda Betti - ci sono un parco giochi ed un asilo. Si è valutato l’impatto che il carico di mezzi e le code che si verranno a creare avrà sui bambini che frequentano le due strutture?».
Betti e Romanini sottolineano come il consiglio comunale di ieri sera sia stato convocato, pur essendo nel pieno delle proprie funzioni, solo per la surroga del consigliere che ha sostituito il dimissionario Pieracini: «In questo modo non è stato possibile presentare la mozione con la quale si chiedeva, come indicato dia residenti, di fermare la macchina del nuovo progetto perché se ne potesse discutere con i cittadini».
I due consiglieri hanno sottolineato come, oltre alla questione di piazza Dante, sia rimasta in sospeso - con la crisi della Giunta che sembra allungarsi nel tempo - anche al questione del cogeneratore di Bicchio. Anche in questo caso le mozioni presentate per chiudere definitivamente una questione sulla quale il consiglio comunale si è già espresso a novembre 2011 dando indicazione di non proseguire con la scelta di un inceneritore per legna e e verde in una zona già caricata dal punto di vista ambientale.«I cittadini chiedono lo stop - concludono Betti e Romanini - ed il Comune invece rilascia l’autorizzazione edilizia. Andando avanti sostenendo l’intervento del privato invece che il bene dei cittadini». (d.f)
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