Il Tirreno

Versilia

Sequestro a Focette per una discarica abusiva e pericolosa

di Luca Basile

Due denunciati i quali avevano occupato anche un’area che apparteneva ad un’altra società, del tutto estranea

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FOCETTE.

Avevano accumulato, senza alcuna autorizzazione, tonnellate di rifiuti speciali in un terreno posto a poche centinaia di metri dalla spiaggia.

Da qui un’azione di sequestro dell’area, da parte dell’Unità operativa tutela del territorio della Polizia municipale, con annessa denuncia per due persone.

Impressionante, per degrado, lo scenario che si sono trovati davanti i vigili, ieri mattina, lungo via della Libertà, a Focette: il terreno in questione, esteso per 5200 metri quadrati, era infatti occupato da una discarica con cumuli di fanghiglia, sabbia, calcestruzzi, tutto materiale di scarto proveniente da un cantiere limitrofo, che si trova lungo il fosso di Motrone e dove sono in corso opere di demolizione e ricostruzione delle sponde di un lato dello stesso fosso.

A finire nel mirino dell’unità del territorio i referenti di una società di Potenza che si era aggiudicata i lavori in questione con la formula del subappalto.

Due, dicevamo, le persone denunciate:, D.G.R, 42 anni, amministratrice unica della società d ancora P.V.R., 46 anni, responsabile del cantiere.

In sostanza nel terreno sequestrato dall’Unità operativa, e che si trova nei pressi della Casa vacanze Uildm, la ditta aveva depositato, senza alcun tipo di permesso, il materiale in questione: fra l’altro via della Libertà si trova in una fascia del territorio a vincolo paesaggistico.

Per le persone denunciate, che rischiano sanzioni sia penali che amministrative, c’è anche un’altra ipotesi di reato: quella dell’invasionone di terreni appartenenti ad altra proprietà.

Questo perché l’area sequestrata, con richiesta di convalida della procedura già inviata in Procura della Repubblica a Lucca, è di pertinenza di una società di Firenze che in tutta questa operazione è parte offesa.

Così come niente ha a che vedere con l’intera operazione giudiziaria, la ditta che si era aggiudicata inizialmente i lavori lungo il fosso di Motrone. Lavori poi, come detto, appaltati alla società di Potenza che a breve sarà chiamata a rispondere di pesanti accuse davanti ad un giudice.

Resta sotto sequestro, fra l’altro, quello che resta del cantiere per il nuovo ponte sul Motrone.

In quel caso venne fuori che la ditta appaltratrice, una volta finiti i lavori, continuava ad usare l’area per affari suoi.

Da qui il sequestro. Con un problema che la bruttura è ancora lì, davanti alla tenuta Varenna, ovvero uno dei luoghi più belli di Marina.

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