Il Tirreno

Versilia

LE REGOLE

di Paolo Lombardi

VIAREGGIO. Giordano Ricciardi, 43 anni, è personaggio difficile da dimenticare. Con i suoi baffetti sottilissimi, ma a manubrio, colpisce subito l’immaginazione dei bambini che entrano nel bar per...

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VIAREGGIO. Giordano Ricciardi, 43 anni, è personaggio difficile da dimenticare. Con i suoi baffetti sottilissimi, ma a manubrio, colpisce subito l’immaginazione dei bambini che entrano nel bar per chiedere un gelato. Con livrea e cilindro potrebbe sembrare un personaggio di Pinocchio.

Il 14 maggio del 2011 ha aperto questo Punto G in via Garibaldi. G sta per gelato ma anche per golosità e anche per Giordano. Un passato da insegnante di danza e un presente da gelatiere sposato con «una ragazza viareggina di via Regia». Commovente, non a caso, il gusto alla scarpaccia.

Il gelato sembra l’unica ragione di vita di questo bel locale sistemato fra banca e gioiellerie. Ma non è così. Qui si può fare una vera colazione alla siciliana. Con la granità di caffè con panna, oppure con una granita al limone, o ancora con una particolare brioche che lui fa arrivare da Carini, provincia di Palermo.

E poi c’è il cannolo destrutturato, servito nel bicchierino.

Questo amore per la Sicilia lo si ritrova anche nei gusti dei

gelati.

«In questo anno di apertura – racconta Ricciardi – il gusto che più è stato apprezzato sono i Profumi dell’Etna. Si tratta di una cassata con base ricotta e rottami di cannolo».

Ma l’uomo coi baffi è andato oltre nella sua ricerca.

«Serve alcuni ristoranti che mi chiedono per i loro piatti del gelato con gusti salati. Va molto forte il gusto alla cipolla di Tropea, quello al Gorgonzola, ma soprattutto il gelato alla Liquirizia, che piace tantissimo».Dove ha scoperto che i gelato possa essere anche salato?

«Assaggiando una tartara di tonno con gelato di formaggio francese e senape. Indimenticabile, ero a cena all’enoteca Pinchiorri di Firenze»

Questo gelato, Giordano lo ha riproposto. «Sono ormai 15 anni che mi occupo di gastronomia, dal 1997. Il gelato salato è perfetto per certi piatti, creando quel contrasto fra caldo e freddo».

La discussione va avanti quando arriva la domanda cruciale: ma lei usa le basi industriali per fare il mantecato?

«Nessuna base o semilavorato – spiega con nettezza Ricciardi – credo che un gelato di quel genere non si possa definire artigianale. Io uso solo frutta per i sorbetti e i gusti. Ho in frigo le banane che faccio maturare al punto giusto prima di trasformarle. Lo stesso per gli altri gusti. Non è un problema di comodità usare i semilavorati, le paste etc. Spesso è un problema di costi del personale. Perchè la frutta va lavata, pulita, sbucciata. Ed il personale per questi interventi costa».

Come costano i tanti prodotti di nicchia che Punto G propone: dalle birre artigianali, ai vini biodinamici, fino alle bottiglie di un raro rosso della Garfagnana. Una sfida che è stata vinta? «Ci proviamo, perchè il momento per i consumi è difficile».

PUNTO G, via Garibaldi 62, Viareggio. Chiuso martedì, mai in stagione. Tel. 0584/943144.

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