Il Tirreno

Versilia

La Savema sciopera contro Monti

di Paolo Lombardi
La Savema sciopera contro Monti

Duro documento della rsu dell’azienda lapidea: l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non va cancellato

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VERSILIA. Le Rsu e i lavoratori della Savema hanno partecipato allo sciopero di due ore indetto dalla Fiom Cgil a sostegno dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

»Noi riteniamo – si legge nel comunicato ufficiale – che lo sciopero di oggi sia estremamente importante in quanto la perdita o svendita di questo diritto consentirà alle aziende licenziamenti ingiustificati precarizzando sempre di più una situazione già gravemente compromessa da una crisi economica mondiale.

» Negli ultimi venti anni i lavoratori – scrive la Rsu dell’importante azienda di marmo hanno pagato il prezzo oramai insostenibile di questa crisi con precarietà, salari ridotti, allungamento dell’età pensionabile e progressiva perdita di quei diritti che i nostri padri con sacrifici e lotte ci avevano lasciato.

« Questo governo, come tutti quelli che l’hanno preceduto, hanno solamente fatto politiche conservatrici, facendo pagare il prezzo della crisi alle fasce più deboli della popolazione, aiutando banche e grandi gruppi finanziari, parassiti di una società che mordono e uccidono libertà e democrazia.

«Già nel 2003 con un’imponente manifestazione di oltre tre milioni di lavoratori, il segretario della Cigl Cofferati riuscì a bloccare una manovra del governo Berlusconi che puntava ad eliminare l’articolo 18. Per questo, e per altro ancora, oggi come ieri, ma con più rabbia in corpo, diciamo no a banche e lobby e mafie politiche e si a diritti, lavoro e democrazia».

Come si vede un documento molto duro di una delle poche grandi aziende rimaste in piedi nel settore del lapideo in Versilia (le altre sono Henraux ed il gruppo di Vando D’Angiolo).

Per il resto lo sciopero indetto dalla Fiom Cgil (fra l’altro la Savema apparterebbe ad un altro comparto, quello del lapideo) non ha visto altre importanti partecipazioni in zona.

Da segnalare, invece, nella vicina provincia apuana che

sono scesi in strada sia gli operai del Nuovo Pignone di Massa che quelli dei Nuovi cantieri apuani di Marina di Carrara.

Ma sul fronte dei provvedimenti che dovrtà prendere il governo Monti in materia di mercato del lavoro, c’è da segnalare che cresce la preoccupazione e la rabbia anche da parte delle piccole aziende.

Per commercianti ed artigiani, in Versilia come nel resto d’Italia, c’è il rischio concreto di vedersi aumentare i contributi da un minimo dell’1,5% per arrivare, come ha calcolato Rete Impresa Italiana, ad un costo del lavoro che potrebbe crescere del 2,5% in un anno.

Cifre grosse in questo momento di profonda crisi. da qui l’impressione che nel mondo del lavoro e dell’impresa le acque resteranno a lungo agitate.

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