Italia
«Giudice di pace, se ne lasci uno»
I sindaci della Versilia scrivono al ministro della giustizia
VIAREGGIO. Si torna a parlare dell'accorpamento dell'ufficio del giudice di pace che conta oggi due sedi in Versilia. Nelle scorse settimane il sindaco Lunardini ha scritto al ministro della giustizia per segnalare le necessità della zona. Adesso l'iniziativa si è allargata a tutti i sette sindaci della Versilia, che hanno preparato una missiva congiunta, da indirizzare al Guardasigilli, Paola Severino e, per conoscenza, al presidente della Corte d'Appello di Firenze e ai parlamentari Manuela Granaiola, Andrea Marcucci, Raffaella Mariani e Nedo Poli. Il sindaco di Seravezza, Ettore Neri, si è incaricato di raccogliere le adesioni di tutti i suoi colleghi, dopo di che il messaggio sarà inviato in forma ufficiale.
I sindaci versiliesi scrivono di comprendere le esigenze di risparmio, e per questo avanzano una proposta pratica: lasciare almeno un ufficio per le esigenze della Versilia. La legge prevede la soppressione di tutti gli uffici che non hanno sede nel capoluogo di provincia, ma anche l'opportunità di mantenere un presidio giudiziario al di fuori delle sedi circondariali in presenza di parametri oggettivi: il carico di lavoro, la produttività pro-capite dei singoli giudici di pace applicati (gestione non inferiore a 568,3 cause l'anno) e il bacino d'utenza, che non deve essere inferiore ad almeno 100mila abitanti. In Toscana è prevista la soppressione di tutti gli uffici del Giudice di pace periferici, con l'unica eccezione di Pontedera, che per carico di lavoro, produttività e bacino di utenza, soddisfa i requisiti sopra indicati.
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