Attenzione
La banchina va al Comune ma il Tar annulla tutto
Basandosi sulla Bolkestein, imprenditore contesta la gara per la concessione E il giudice gli dà ragione: «L’ente non ha garantito la libera concorrenza»
VIAREGGIO. «Il Comune non ha rispettato la concorrenza». Poche parole, quelle del Tribunale amministrativo regionale. Ma che potrebbero aprire una voragine sull’affidamento delle concessioni demaniali marittime. Che in città e in Versilia, tra porto e stabilimenti balneari, sono il cuore dell’economia.
In questo caso si parla proprio di porto. In particolare della concessione di uno specchio d’acqua antistante il tratto est della Banchina pescatori in Darsena. Il Comune la mette a gara l’estate scorsa, autoassegnandosela dopo pochi mesi. E un imprenditore che lavora da anni in porto, e che aveva partecipato alla procedura di affidamento della concessione, decide di fare ricorso al Tar.
Ebbene, il primo pronunciamento dei giudici amministrativi gli dà ragione: il Comune non ha rispettato i princìpi di libera concorrenza.
Bolkestein decisiva. L’aspetto interessante è che il ricorso dell’imprenditore - tutelato dall’avvocato fiorentino Valerio Pardini - si è basato molto sulla direttiva Bolkestein. Che sull’assegnazione delle concessioni sta già dettando legge.
Il caso nasce, come detto, nell’agosto del 2011. L’amministrazione intende trasformare la forma della concessione, di cui è titolare, e per farlo deve obbligatoriamente applicare il principio della gara a evidenza pubblica. Quella che i balneari temono come la peste: le famose “aste”. A cui, in questo caso, partecipano sia il Comune che due privati.
La scelta contestata. Ebbene, a novembre l’ufficio Demanio assegna la concessione al Comune, cioè a se stesso, sulla base che la concessione della Banchina pescatori è riservata «in via prioritaria in favore di enti pubblici, con destinazione vincolata dei proventi dalla stessa derivanti per la manutenzione ed il miglioramento delle strutture e infrastrutture portuali».
Secondo l’avvocato Pardini, «conferire un preferenza in via generale per l'assegnazione di concessioni demaniali marittime a una determinata categoria di operatori, in questo caso gli enti pubblici a danno degli imprenditori privati» è una violazione della libera concorrenza e del diritto di stabilimento. Princìpi sottolineati nella direttiva europea Bolkestein e nei numerosi pronunciamenti dei giudici, anche della Corte costituzionale, sulle concessioni demaniali. Inoltre - spiega Pardini - «è quantomeno singolare che il Comune sia giudice e parte in un procedimento di gara». E il Tar dà ragione all’imprenditore. Il Comune, per ora, non ha fatto appello.
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