I balneari scrivono ai ministri
Previsto un altro vertice entro marzo. Infiltrazioni mafiose: incontro con Caselli
VIAREGGIO. Cari ministri, quando ci convocate? È il succo delle lettera che i sindacati dei balneari hanno scritto a Enzo Moavero Milanesi e a Piero Gnudi, rappresentanti del governo Monti. L’obiettivo, infatti, è mettersi a un tavolo entro il mese di marzo per capire quale sarà il contenuto del decreto sulle spiagge che Gnudi e Moavero hanno assicurato di voler mettere a punto. E che dovrà decidere il futuro dei bagni.
«Le scriventi associazioni - si legge nella lettera - rimangono in attesa di conoscere l’esito delle riflessioni scaturenti dall’incontro che, ci auguriamo, il ministro Moavero Milanesi abbia già avuto con l’unione Europea in ordine a nuovi sistemi di regolamentazione delle concessioni turistico-ricreative italiane. Inoltre, anche in virtù dei risultati acquisiti dal rappresentante del Governo italiano a Bruxelles, auspicano che venga convocato al più presto il tavolo tecnico di confronto con lo Stato e le Regioni, finalizzato alla ricerca di una legge quadro volta a restituire certezze e futuro agli imprenditori del settore. Operatori che, tra l’altro, stanno già iniziando a lavorare per garantire, all’apertura della stagione estiva, un’offerta dei servizi di spiaggia sempre più di eccellenza e di gran lunga concorrenziale rispetto agli altri Paesi che si affacciano nel Mediterraneo, svolgendo un ruolo fondamentale per la ripresa e lo sviluppo dell’economia turistica del nostro Paese».
Nel frattempo, Assobalneari (che è una delle organizzazioni sindacali di cui sopra) ha incontrato il procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli. «Il responsabile di Assobalneari Fabrizio Licordari ha illustrato al dottor Caselli un documento che segnala "una questione prettamente tecnica, che coinvolge la futura regolamentazione delle concessioni demaniali marittime ai fini turistico ricreativi, nella fattispecie le concessioni per tutte quelle imprese che operano sul demanio marittimo, alberghi, campeggi, impianti termali, ormeggiatori, e 30mila stabilimenti balneari che in questo momento, attraverso il mio intervento, le rappresentano un pericolo per l' immediato futuro, di possibili infiltrazioni malavitose con la possibilità di riciclare, di "lavare" denari di dubbia provenienza. Il procuratore Caselli ha ammesso di non conoscere il problema, anche perché oggi la sua Procura è a Torino, ma ha garantito un suo personale impegno ad approfondire la segnalazione fatta da Assobalneari Italia».
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