Il dolore
Ex Salov, nascono 4 edifici commerciali
Il progetto presentato è stato avviato alla verifica degli enti competenti. Ma deve passare dal consiglio
VIAREGGIO. Quattro edifici commerciali, al punto dell’ex Salov di via di Montramito. È il progetto, contenuto nel Regolamento urbanistico, di Piano di recupero degli ex stabilimenti per il quale sono state avviate dalla Giunta Lunardini la procedura e le consultazioni relative al procedimento di verifica di assogettabilità alla Valutazione ambientale strategica. Un procedimento al cui approvazione finale deve passare dal consiglio comunale: oggi che l’amministrazione ha aperto la crisi con le dimissioni del sindaco Lunardini a decidere sul Pino di recupero potrebbe finire per essere il commissario prefettizio.
Dei quattro edifici, così nel progetto, due sono destinati a media distribuzione commerciale (1.500 metri quadrati): il primo per la vendita di generi alimentari e non per 12.500 metri cubi; il secondo, per 12mila metri cubi, riservato alla vendita di generi non alimnetari.
Gli altri due (6.075 metri cubi ciascuno) accoglieranno strutture commerciali al dettaglio di vicinato suddivise in più unità immobiliari.
Il progetto, presentato dalla società “Innovare” con sede a Massarosa nel complesso della nuova Salov, prevede anche 3.918 metri quadrati di parcheggio pubblico, 1.524 metri quadrati di verde (con un’aggiunta di 1.681 mq), un percorso a verde sul confine del canale Burlamacca, uno pedonale che collega la via di Montramito alla fascia a verde, e posti auto sia pubblici che privati. A carico di chi realizza le opere sono tutte le opere di urbanizzazione primaria.
Il progetto consegnato al Comune è redatto dall’architetto Ranieri Lapi, insieme ad Antonella Grazzini, Angela Piano e Paolo Cortopassi. L’amministrazione comunale, nel dare l’avvio alla procedura con la delibera del 17 febbraio, ha inviato il materiale a Regione, provincia, Autorità di bacino, Genio civile, Consorzio di bonifica, Arpat, Asl, Ato Toscana Nord, Ato Toscana Costa.
Tutti gli enti hanno trenta giorni di tempo per esprimere il contributo di propria competenza. Che, dunque, dovrebbe essere depositato in Comune proprio in questi giorni. Resta l’incognita di chi sarà chiamato a dire l’ultima parola.
Donatella Francesconi
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