La manifestazione
Senza casa, rischiano di perdere i figli
I Comuni della Versilia annaspano sull’allarme sociale. Il vicesindaco Bacci: abbiamo fatto tutto il possibile
QUERCETA. I lettini della struttura Opera Cardinal Maffi, le poche cose ammonticchiate, il piccolino che dorme sfinito, le bimbe più grandi che finiscono i compiti. Passa così la domenica la famiglia di Salem, tutti originari della Tunisia, ma in Italia da tanto di quel tempo da essere diventati cittadini. Lui muratore, disoccupato dal 2011, qualche lavoretto qua e là. Lei una stagione sulle spalle e qualche ora saltuaria nell’inverno. La casa di Minazzana, 250 euro al mese, serviva al padrone di casa. Loro hanno pagato l’affitto fino all’ultimo, come testimonia il vicesindaco e assessore al sociale Walter Bacci. Ora, però, una casa non l’hanno più. E dovranno anche lasciare il tetto provvisorio nella struttura d’accoglienza. L’alternativa? «Dormire in macchina», racconta Salem senza mezzi termini. Con il rischio - il sindaco Ettore Neri ce lo conferma, indispettito dal fatto che la famiglia senza casa abbia deciso di raccontare la propria storia al “Tirreno” - di vedersi levare i bambini. Uno dei quali, racconta la madre piangendo, «dorme solo abbracciato a me. Pregandomi di non farli andare da nessuna parte: meglio dormire in macchina e stare insieme, implorano i miei bambini».
«Ho fatto davvero tutto quello che potevo - allarga le braccia il vice sindaco -: sono persone precise, tengono i bambini che è una meraviglia, l’affitto l’hanno sempre pagato: c’è qualcuno che può aiutarli?».
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