Sicurezza
In fiamme la montagna versiliese
Trenta ettari di bosco distrutti a Arni. Tre incendi in 4 giorni a Seravezza
SERAVEZZA. Brucia la montagna versiliese. Quattro roghi in soli quattro giorni: tre nel seravezzino, uno - particolarmente grave per le dimensioni - sopra l’abitato di Arni a Stazzema. Colpa di fuochi accesi incautamente e poi sfuggiti al controllo. Estremamente dannosi in questi giorni: non piove da tempo, la vegetazione è secca e i roghi si sviluppano con velocità
Ieri, poco dopo le 13, è stato dato l’allarme per un grosso incendio boschivo sopra Arni. Volontari, operai dell’Unione dei Comuni, tre elicotteri (due della Regione e uno del servizio nazionale antincendi) hanno lavorato per l’intera giornata per riuscire a spengnere le fiamme che minacciavano un deposito privato di gas (che rifornisce un ristorante della zona). L’incendio è stato domato solo nella tarda serata. Le fiamme hanno interessato un’area molto vasta, circa 30 ettari di bosco, sottobosco e terreni incolti. Fondamentale la vicinanza di un invaso, all’interno di una cava, dal quale gli elicotteri hanno attinto acqua.
Meno consistente ma ugualmente grave l’incendio che, sempre ieri ma durante la mattinata, ha interessato circa un ettaro di bosco nei pressi del bivio tra Giustagnana e Minazzana. Anche in questo caso è stato necessario l’intervento di un elicottero dell’Aib regionale. «Si è trattato - spiega il consigliere delegato alla protezione civile del Comune si Seravezza, Alex Pardini - del terzo episodio in 4 giorni». Mercoledì le fiamme hanno distrutto 1.500 metri quadrati di sterpaglie e sottobosco in via Salde. Giovedì in fiamme circa 3.500 metri quadrati di terreni incolti nelle vicinanze del cimitero della Cappella. «Il periodo di rischio elevato di incendi boschivi - spiega Pardini - è chiaro che è quello estivo. Ma possono verificarsi condizioni per cui l’accensione di fuochi risulta particolarmente pericolosa. Non a caso in questi giorni la Provincia aveva emesso un provvedimento in questo senso».
«Credo che sia fondamentale - continua Pardini - alvorare di più e meglio sulla prevenzione. Per tutti valgono delle regole base come non accendere fuochi nelle vicinanze di boschi o aree incolte, sempre e in particolare se c’è vento. Occorre che le aree di abbruciamento siano pulite e che chi controlla il fuoco sia dotato di adeguati mezzi e attrezzature per evitare che si propaghi».
Ai comportamenti virtuosi, sottolinea Pardini, occorre poi aggiungere forse anche una revisione delle attuali normative. «A fronte di quello che è accaduto in questi giorni - continua il consigliere - credo sarebbe opportuno estendere i periodi di rischio elevato di incendio. O per meglio dire rivedere le modalità con le quali si stabilisce questo tipo di rischio che, in questi giorni ad esempio, è legato al clima asciutto e senza piogge».
Valentina Landucci
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