Sicurezza
Governicchio? Non serve ad una città in forte crisi
Evocare l’assalto al Palazzo da parte degli straccioni per evitare il commissario prefettizio non vuol dire essere a corto di argomenti. Significa non capire che la città ha bisogno...
di Corrado Benzio
Evocare l’assalto al Palazzo da parte degli straccioni per evitare il commissario prefettizio non vuol dire essere a corto di argomenti. Significa non capire che la città ha bisogno di progetti e prospettive e non (solo) di sussidi.
Ha bisogno di chiarezza anche sui conti. Ma soprattutto ha bisogno di un anno di decantazione e riflessione, visto che non si può votare ne a primavera nè in autunno (la soluzione migliore per tutti).
In questa settimana in cui Santini e Lunardini hanno lavorato e brigato per rimettere insieme una maggioranza (quale che fosse) non si è mai parlato di quello che ha realmente bisogno Viareggio. Pensiamo solo al Carnevale. Al di là di raccattare i soldi per i carristi, una riflessione seria sulla festa non è mai partita. Né da chi è (era?) al governo, né dell’opposizione. A proposito. Il fatto che il Pd non abbia stilato un solo comunicato sul Carnevale 2012 la dice lunga sullo stato comatoso in cui versa. Il partito che dovrebbe tornare a governare la città non ha una idea su cosa deve essere il carnevale, stretto fra i conti che non tornano e una città disamorata.
Ma il Pd, come il Pdl, come altre forze politiche, non hanno idee di come si esce dalla crisi economica. Che forse bisognerà ripartire dalla nautica e dalla cultura, visto che il turismo balneare è ridotto (purtroppo) ad un pubblico di ciabattoni che arrivano dall’(ex) ricco contado toscano.
Ma in Darsena Lunardini ha fatto poco e male. Il Triangolino doveva ripartire subito, risolto il lodo Ferragamo. E non parliamo della vendita dell’ex Ittico. La crisi è mondiale, la delocalizzazione sarà devastante, ma qualcosa - con l’aiuto della Regione - si poteva fare. Ma è inutile farla tanto lunga su quello che poteva essere e non è stato.
Il commissario potrebbe servire per fare chiarezza sui conti. Su quello che c’è e che si può spendere e su quello che non potrà essere sostenuto dal Comune. A Viareggio non può venire Monti, ma se viene un commissario intelligente può lasciare un Comune più trasparente.
Il commissario non è in contraddizione con la necessità di avere progetti per far ripartire la città.
La giunta Lunardini in questo anno non potrà fare niente, dopo averne sprecati 4 i nei giochi di una politica da parrocchietta. Forse a primavera del 2013 qualcuno si sarà chiarito le idee e immaginato le priorità.
Certo l’anno sabbatico farà sparire tanta gente dalla scena. Difficile immaginare una ricandidatura di Lunardini e di altri assessori. Difficile pensare che certe presidenze di Fondazioni ed enti non tramonteranno. Ma non è detto che fra un anno anche il centrodestra non sia più fresco, meno incrostato da personaggi inutili. Per questo Lunardini è meglio getti la spugna prima del Novantesimo. Uscire di scena non è facile, ma potrebbe far bene non solo alla città, ma alla sua stessa immagine.
Resterà il sindaco della strage, quando ha dimostrato tutte le sue qualità umane nell’aiutare Viareggio a ripartire. Di questo, al di là di invidiosi e nemici, gliene renderanno conto tutti. Noi, per primi.
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