Il Tirreno

Versilia

Dietrofront di Buratti sulla statua di Mussolini

di Franco A. Calotti

Non sarà collocata a Villa Bertelli. Il sindaco: troppi rischi per l’ordine pubblico «Ci fermiamo per senso di responsabilità non per dubbi sulle scelte fatte»

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FORTE DEI MARMI. Lampi e tuoni sul Forte e il sindaco rimette nei magazzini la statua di Bruno Mussolini. Finisce così la vicenda che ha contrassegnato l’ultima settimana, sul filo di un comunicato scarno e senza replica: «Il Sindaco, allertato sui rischi di episodi di violenza in alcuni casi annunciati, nella consapevolezza del proprio ruolo e della responsabilità che ne deriva in quanto rappresentante delle istituzioni, comunica - d'intesa con l'Associazione Arma Aeronautica - che alla cerimonia prevista per domenica 25 marzo non verrà esposta la statua “L'Aviatore” di Arturo Dazzi». Centinaia di proteste di singoli e di associazioni, tra cui molte sezioni italiane dell’Anpi, partiti tra cui lo stesso Pd, e ancora gruppi Facebook e d’opinione raggiungono così il loro obiettivo.

Ragioni di ordine pubblico e il timore che le presenze contrapposte di sostenitori e detrattori della statua e del Regime potessero dar vita a incidenti ha suggerito di chiuderla così. «Come sapete, in questi giorni si è scatenato il finimondo - ha spiegato Buratti - si è giunti perfino ad associare l’Arma Aeronautica al Fascismo e si è fatto credere che il sottoscritto volesse omaggiare il Duce e la sua famiglia. Tutte questioni che non solo non corrispondono alla verità, ma che respingiamo con forza. Come sindaco rispetto la sensibilità di tutti, ma come primo cittadino del Forte mi sento responsabile e preoccupato di ciò che potrebbe accadere».

«Non temo certo per me. Tanto per dirne una - ha raccontato Buratti - ieri sera ho ricevuto la telefonata del figlio di colui che nel 1943 fece saltare il cippo posto a San Giusto di Pisa nel luogo esatto dove precipitò l’aereo di Bruno Mussolini, e poi email e messaggi di tutti i tipi e i toni. Ci fermiamo dunque per senso di responsabilità e non perché dubitiamo di noi stessi. Sono figlio di partigiano e ho i miei valori, in cui credo senza paura». Dove finirà però la scultura? «Al momento resterà dov’è - continua Buratti - al riparo da curiosi e vandali». Già un’altra volta, nel 1998, era fallito il tentativo di utilizzare quest'opera di Dazzi come monumento all’aviatore. Eppure Buratti ci ha riprovato. «Ero e sono convinto che Forte - spiega il sindaco - sappia riconoscere il valore dell’arte, soprattutto, qui a Vittoria Apuana dove hanno soggiornato e vissuto decine di grandi artisti».

Il dietrofront rischia comunque di essere politicamente dannoso per Buratti. Ma il sindaco non teme contraccolpi. «Non c'è stata preordinazione, quindi ognuno pensi ciò che vuole». Intanto domenica, per la festa dell’Aeronautica, non ci saranno inaugurazioni di statue. «La cerimonia prevista si svolgerà regolarmente - continua Buratti - con l’omaggio alle due medaglie al valore fortemarmine dell'Aviazione, Lido Poli e Raul Di Fiorino.

«Non avevamo scelto noi l'opera - chiosa per parte sua Giacomo Pieve dell'A.A.A. di Forte - e quindi restiamo in attesa che il Comune decida di dedicare anche all’Aeronautica un monumento». «Se fossi Buratti - ha infine fatto sapere Gabriele Monteforte del Terzo Polo - stamani, nell'anniversario, ricordando i due piloti del Canadair della Protezione civile caduti a Vittoria Apuana, segnalerei che proprio questi due valorosi aviatori che hanno salvato tante vite umane in anni di lavoro e con il loro sacrificio finale, sono il vero monumento che Forte dei Marmi avrà per sempre all’aviatore. Altro che Bruno Mussolini!».

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